Archivi per dicembre, 2009

L’ALTERNATIVA

category Politica italiana Valerio Viani 22 dicembre 2009

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Quante volte, durante gli incontri, tavoli o seminari da noi organizzati, un po’ felici per la buona riuscita dell’incontro e un po’ delusi dalla scarsa affluenza di autorità e maestranze, abbiamo percepito (il più delle volte inespressa) la domanda sui “massimi sistemi”: siamo d’accordo che il nostro sistema è sulla via del declino, ma quale è l’alternativa?ernat
Solitamente gli astanti in queste manifestazioni sono persone già informate, sensibili e documentate.
Tuttavia anche l’intelletto più elastico del più accanito lettore di fantasy vacilla di fronte alla prospettiva che ci si para davanti: il mondo che oggi ci sembra ancora consolidato ed efficiente, ma che la ragione ci mostra destinato a mutare rapidamente, non sarà più lo stesso.
Dovunque ti volti, qualcosa deve saltare: gli sprechi, i trasporti, la pubblicità… Una bella austerity! Un po’ come quando c’è un black out. Una volta si diceva “manca la luce” ( e con una pila, una candela o una lanterna si poteva malamente sopperire…), ma oggi non si aprono i cancelli, non vanno le pompe, gli ascensori, i computer, i telefoni, spesso anche l’aria non arriva più dentro locali che i nostri vecchi non avrebbero mai pensato di utilizzare o costruire! ( Continua … )

IL DANARO

category economia Valerio Viani 16 dicembre 2009

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Questo è un bozzetto di una banconota del progetto “lira pesante” mai attuato per via del passaggio all’Euro.

Parliamo di idrogeno, non di soldi: il nesso poi salterà fuori.

Oggi si parla spesso di idrogeno e molti se ne riempiono la bocca, in tema di alternativa al petrolio.
L’idrogeno non è velenoso, esplode solo con particolari percentuali di presenza di ossigeno e (soprattutto) quando brucia emette solo vapore acqueo.

E’ affascinante.
I più esperti, però, vanno un po’ più avanti: scuotono la testa e ripetono “l’idrogeno è SOLO UN MEZZO”!
Infatti questo gas non si trova in profondi giacimenti sotterranei, non è un residuo fossile, non se ne può depredare il pianeta… si ottiene solo trasformando altra materia (tipicamente, oggi, dall’idrolisi dell’acqua o dalla vaporizzazione del carbone). Durante queste operazioni si consumano ingenti quantità di energia (solo una parte della quale viene “immagazzinata” nell’idrogeno) che tipicamente si ricava dal petrolio (…turna!).
Quindi è un giro (poco virtuoso) per avere un combustibile pulito (con un rendimento di un quarto rispetto alla benzina) da consumare nelle nostre città, ma il problema di fondo non si sposta, perché il petrolio (o il gas) serve sempre!
Quindi il nostro meraviglioso idrogeno è solo un mezzo, un veicolo per l’energia, un tramite, una specie di accumulatore: la fonte energetica è un’altra cosa.

Veniamo al danaro: anch’esso è un MEZZO!
Diamo un’occhiata a questo articolo e se non avete fiducia de Il Giornale (…) provate con questo.
Dopo aver compreso l’inganno, bisogna comprendere che la moneta non è ricchezza ma un semplice mezzo, uno strumento di misura del lavoro e mai il fine.
Mi spiego.
Tu mi fai un lavoro, oppure mi cedi un manufatto. In cambio di questo io devo renderti un lavoro (che so fare io) oppure un altro manufatto, e solo per comodità e per convenzione ti do del danaro, ma dietro questo denaro ci DEVE essere del lavoro o del materiale (che è sempre lavoro).
Solo così l’economia resta sana!

Se rubo una valigia piena di soldi io sarò felice e ricco come un nababbo, ma da qualche parte nel mondo qualcuno piangerà lacrime amare perché ha perso il SUO LAVORO!
Se per una qualche manovra finanziaria incassiamo un mucchio di soldi, qualcuno, in quel momento certamente li sta perdendo da un’altra parte!
Se paghiamo due lire un prodotto made in Asia, stiamo sicuri che qualcuno laggiù se la sta pigliando in quel posto, magari un bambino o l’ambiente stesso (e quindi tutti noi…).
L’economia troppo sofisticata nasconde insidie tremende, che non vediamo, ma che DOBBIAMO capire egualmente.
Il danaro lo conosciamo tutti. Ne abbiamo tutti bisogno, lo maneggiamo ogni giorno.
Riappropriamoci del concetto che il danaro è il mezzo con cui noi scambiamo con gli altri il nostro lavoro.
Soprattutto, impadroniamoci del concetto RICCHEZZA uguale DANARO NON SPESO.
Un esempio: faccio il cappotto termico alla mia casa, dimezzo le spese di riscaldamento e condizionamento, risparmio e “mi arricchisco” con un’ idea creativa e di buon senso.
Credo che mettendoci a fare due conti salterebbero fuori migliaia di incongruenze nelle nostre esistenze (che però nessuno di chi potrebbe informarci ha interesse a farci notare).
Torno a ripetermi. Smettiamo di interpretare il denaro come qualcosa da accumulare: è solo il nostro lavoro, ma anche la nostra vita. Sarà bene lavorare anche un po’senza retribuzione per mutare questo nostro esistere senza senso, portando avanti istanze di solidarietà e di sostenibilità.
Altrimenti si arriverà (male) alla fine dei nostri giorni con la consapevolezza di aver scambiato buona parte della propria vita con una manciata di banconote!

Invito chi lo desidera ad aderire al progetto scec su queste pagine di Reti Glocali.

L’economista

category Crisi economica Valerio Viani 14 dicembre 2009

economia

Domenica…

Stamattina ero nell’orto con la radiolina e le cuffiette e sentivo RAI 3 e Mario Deaglio (1943  editorialista de La Stampa) leggeva le prime pagine dei giornali.
Al mattino siamo più ricettivi (soprattutto se non siamo oppressi dall’ansia di quello che dovremo fare nella giornata) e riposati…
Aggiungete che ero già stimolato da quello che avevo letto prima sui soliti siti che consulto appena alzato…

La voglia di lasciare perdere i cavoli e “buttare giù qualcosa” è stata tanta!
La molla si è caricata quando un ascoltatore ha telefonato per chiedergli perché non viene presa in considerazione l’agricoltura come investimento finanziario, e lui ha risposto che il mattone è ritenuto dagli investitori (leggi banche d’affari) più sicuro rispetto alla terra, anche in tempi incerti come questi.
Ma poi è scattata quando un altro ascoltatore lo ha interrogato sull’assurdità di ricercare una insensata crescita in un mondo che ha dei limiti fisici e che ogni anno esaurisce regolarmente a giugno quello che poteva dare ai suoi abitanti in un anno (il resto lo si preleva da fonti non più rinnovabili, mangiandoci il ramo su cui siamo seduti…) , e lui ha risposto che la crescita è indispensabile, che non si tratterà di costruire ancora per molto strade e case e macchine nei paesi emergenti, ma di costruire servizi… Ha aggiunto anche che senza crescita anche la “redistribuzione dei redditi” non avrebbe senso… ( Continua … )

KONDRATIEFF

category Crisi economica Valerio Viani 12 dicembre 2009

KONDRATIEFF

Fate come volete: bannatemi dai vs. indirizzi, giudicatemi male… ma quando leggo qualcosa di illuminante non posso fare a meno di VOLER rendere edotti anche gli altri, o per lo meno quelli che “ronzano” attorno a questo frutto maturo!

Copio quindi di seguito una breve illustrazione di Paoletti sulla piramide capovolta di Kondratieff nel cosiddetto “inverno del capitalismo”.

Lo so bene che chiunque può documentarsi… ma la rete è così vasta e zeppa di suadenti attrattive che spesso alcune cose basilari sfuggono…

Questa è la rappresentazione grafica dell’inverno di Kondratieff.
l’economista russo che si rese conto per primo che il capitalismo seguiva cicli di circa 60/70 anni e si rigenerava come la fenice, dalle sue ceneri.
Questa continuazione perpetua del capitalismo non andò a genio a Stalin che lo confinò in un gulag dove morì giovanissimo.

Secondo Kondratieff il ciclo capitalista seguiva 4 stagioni. Nell’inverno c’era la sua apparente morte dal quale poi, dopo una distruzione profonda di ciò che era stato creato in precedenza, rinasceva per un altro ciclo. Le 4 fasi del ciclo coincidono perfettamente con  la dinamica del debito infinito che in Centrofondi abbiamo studiato e analizzato nei minimi dettagli.
L’ultima fase è quella in cui tutta la liquidità viene attratta dai creditori che si impadroniscono con semplicità di tutte le attività produttive di una comunità riducendo in schiavitù tutti coloro che vivono nel meccanismo.

In questa ultima fase, l’inverno, la carta perde
progressivamente valore a causa del processo inflattivo che travasa nelle mani dei creditori, quella poca ricchezza che è ancora rimasta nelle comunità. Dopo la necessaria distruzione che segue, di solito dopo una guerra, si riparte per un nuovo giro di giostra, sempre uguale.

La piramide fa vedere come tutto si regga, o si reggeva in passato, su di una piccolissima quantità di oro e i colori indicano la pericolosità nel detenere alcune attività in questa ultima fase:

quindi con il verde l’oro che in questo caso protegge perché aumenta di valore in modo proporzionale alla carta che invade i mercati (in questo senso è anticipatore di inflazione). Poi su su fino alle cose che sono
estremamente pericolose in questa fase (colore rosso) perché inevitabilmente perderanno di valore e rischiano di lasciare al detentore il classico pugno di mosche in mano.

Il meccanismo è purtroppo sempre il solito da millenni e si è sempre perpetuato solo grazie alla menzogna e ’inganno. Oggi, grazie alla rete
possiamo diffondere queste conoscenze e divulgarle anche a chi altrimenti non sarebbe mai venuto in possesso di queste notizie e abbiamo forse la nostra più grande opportunità di capovolgere a nostro favore questo difficile e tragico momento, lasciando crollare il vecchio, come da copione,
ma allo stesso tempo costruendo insieme valide alternative costruite su basi totalmente diverse. Per questo più volte ho chiamato quella dell’oro l’ultima grande bolla, perché spero e lavoro insieme a tanta gente stupenda affinché non si debba più ripercorrere strade che portano inevitabilmente alla schiavitù di massa.

Non sarà un cambiamento automatico, ne facile, ma non provarci sarebbe un crimine peggiore nei confronti di tutti noi.

Pierluigi Paoletti

SAPONE, DETERSIVI, SCIOCCHEZZUOLE, PICCOLEZZE.

soap

Volevo riflettere oziosamente assieme a voi su alcuni nostri comportamenti (NOSTRI del Movimento…).
Nei siti di controinformazione che tutti noi leggiamo, troviamo quotidianamente:
denunce contro la Casta, Berlusconi, la Politica, le Banke…
denunce sullo stato di salute del Dollaro, notizie sulla crisi, denunce sulla scarsa informazione dei media…
denunce contro Israele, la Massoneria e i potenti della terra…
piccole ricette su come vivere diversamente…
E’ proprio su questi ultimi post che volevo attirare l’attenzione oggi. Ad esempio http://www.stampalibera.com/?p=3476 .     ( Continua … )