DUE RUOTE SOTTILI

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Ogni piccolo particolare del nostro quotidiano può contribuire a farci riflettere. E’ sufficiente avere il tempo e la lucidità per memorizzarlo: quindi è sufficiente guardare il mondo che attraversiamo con occhio critico. Esattamente quello che NON siamo abituati a fare, NON dovremmo fare (secondo chi ci ritiene il “parco buoi”), NON potremmo fare (secondo chi ci giudica dei rompiscatole).
Spesso incontro andando o venendo dal lavoro una signora in bicicletta. Me la ricordo perché l’ho vista una volta dirigersi verso “la bretella” e mi sono chiesto cosa avesse intenzione di fare. E’ una salita ripida, non lunga, ma faticosa. L’ho fatta tante volte in bici e ti toglie la voglia di farla: arrivi in cima col fiatone e le gambe piene di acido lattico.
Questa signora di una certa età  ha una dignità e un’eleganza invidiabili e usa la bici come si faceva una volta, senza fretta, come se guardasse le vetrine! Già ad un primo sguardo si nota che è una donna molto bella, che in altri tempi deve aver fatto girare la testa a molti spasimanti, e che ancora adesso ha il suo portamento da “gran dama”.

L’altro giorno l’ho sorpassata che, a piedi, con la bici per mano, saliva lungo la bretella. Probabilmente non era felice, ma mi è subito venuta in mente la parola decrescita, mentre col mio scooter le passavo a fianco.

Per il mio standard, non è dignitoso fare a piedi la bretella spingendo la bici, piuttosto mi faccio scoppiare il cuore, ma mi sa che invecchiando dovrò rivedere le mie teorie.

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 Se di decrescita occorre parlare, è fatale parlare anche di mobilità sostenibile. Una volta si andava a piedi, col cavallo o il mulo e in bicicletta.

http://www.decrescitafelice.it/?p=611#more-611

Oggi le grandi città si girano coi mezzi molto più facilmente che in automobile, ma le piccole città sono veramente al collasso: piene di gente che non deve spostarsi, ma sta disperatamente girando in cerca di un posto dove mollare l’auto per andare a piedi! 

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Nulla di meglio che incentivare l’uso della bici e scoraggiare l’uso dell’auto. Per chi arriva in auto da fuori, grandi parcheggi periferici e bici a noleggio (o navette gratis).

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In Alto Adige ho fatto una trentina di chilometri in bici su una pista ciclabile, ho raggiunto una cittadina, l’ho girata tutta in bici pedalando in mezzo ai pedoni oppure sulle apposite piste, senza mai incontrare un’automobile!

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 Naturalmente, dove sta una macchina parcheggiata trovano posto dieci biciclette, ma i ciclo-parcheggi sono necessari, per evitare di lasciare il proprio mezzo dove si può! 

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La bici costa poco, se la si interpreta come un mezzo di trasporto e non come un attrezzo da competizione in fibra di carbonio, alluminio,  ecc., pesa poco, necessita di manutenzioni pochissimo costose e si può usare in tutte le stagioni, qua da noi in Liguria. E’ sufficiente organizzarsi con un portabagagli o un cestino, un bel carter per non sporcarsi con la catena, dei bei parafanghi per gli schizzi sulle pozzanghere e un posto per appenderci un ombrello: dopo qualche mese di abitudine, lascerete l’auto a casa anche quando piove!  

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Sulla mia avevo anche messo un piccolo sellino attaccato al canotto del manubrio e ci portavo mia figlia a scuola, e ricordo ancora adesso con piacere quando tornavo dal lavoro a casa alla sera alle otto con la bici e l’ombrello aperto!

E non c’è nulla di meglio, negli ingorghi, che scendere dalla bici, salire sul marciapiedi, passare il “tappo” e riprendere a pedalare, in barba al traffico!

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Non siamo un bell’esempio per i nostri bambini quando li portiamo in auto a scuola, in palestra, al corso… E poi ripassiamo a prenderli… Diamo loro la percezione che questo sia l’unico modo di vivere, di spostarsi. E col futuro che stiamo loro riservando avranno bisogno di ben altra preparazione, sia mentale che atletica!

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La Bici è un mezzo che fa smaltire calorie, tiene in allenamento il corpo, fa venire appetito, ti permette di andare dove vuoi.

La nostra regione è piena di saliscendi anche ripidi: per chi deve farli sistematicamente ci sono due soluzioni. O si va con una mano sola (in mezzo al manubrio, a piedi, spingendo la bici…), o si usa una bici col facilitatore di pedalata elettrico (un piccolo motorino a batteria).

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Lasciamo l’auto a quelli che devono fare lunghi percorsi, per portare merci od altro, non focalizziamoci sulle proposte di un mercato che sta già aggiustando il tiro per accattivarsi le simpatie anche degli ambientalisti (auto bi-fuel, GPL, metano, ibride…): noi e i nostri padri abbiamo già riempito il mondo di cacca e adesso è giunto il momento di DECIDERE in che modo vivere (senza che lo decidano le industrie per noi).

Penso che sia meglio pedalare su una bici piuttosto che come stiamo facendo adesso…criceto

2 Commenti a “DUE RUOTE SOTTILI”

  1. Simona Calissano

    Sono assolutamente d’accordo con te, anche se da quando mi sono trasferita uso più i piedi della bici! E’ vero che trasmettiamo ai nostri figli l’idea che l’automobile sia il mezzo più “adatto” per fare spostamenti… senza dimenticare che l’acquisto di un auto rappresenta ancora un “traguardo”. Le macchine poi sono diventate sempre più grandi e ingombranti… e pensare che quando ero bambina ci spostavamo in quattro su una fiat 127, compreso il viaggio per le vacanze, con tanto di valigie!!

  2. Augusto Anselmo

    Secondo Illich, la velocità (e il suo complemento necessario: la sete devastatrice di energia delle nazioni industrializzate) è la dimensione critica del rapporto distruttivo che l’uomo moderno instaura sia con la cultura sia con la natura.

    Vi consiglio di scaricare questo PDF:
    http://www.quarantina.it/pdf/articoli/robert,%20tempo%20rubato%20(321%20kb).pdf

    Poi sarà più fcile andare in bicicletta

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