REDDITO DI CITTADINANZA
Una teoria molto matura e civile (che comunque è vecchia quanto il capitalismo) è quella di garantire a tutti i cittadini di uno stato una cifra mensile minima per garantire loro la sussistenza e la dignità. Tale reddito deve essere inalienabile, non tassabile e cumulabile con altri redditi (tassabili) da lavoro o da rendite.
E’ già stato scritto molto in questi ultimi mesi: l’ultima volta che ho cercato su google queste parole apparivano solo sporadici accenni. Adesso l’idea si è diffusa e sta radicandosi.
Nulla di più sbagliato, secondo me, dare questi soldi SOLO ai poveri o ai disoccupati: deve essere un DIRITTO per tutti (uomini, donne, bambini, vecchi…), altrimenti cominceremmo coi distinguo, i tagli, le deroghe, i cavilli…
Per trovare questi soldi, si potrebbero abolire le pensioni, le quali tra l’altro, tra qualche anno, diventeranno ben misera cosa!
Non vedo perchè un notabile, un generale, un commis, o un magistrato a ottant’anni devono avere pensioni da ventimila euro (cosa se ne fanno?), quando ne basterebbero per vivere millecinquecento e anche meno!
In un salotto buono della sinistra milanese ho lanciato questa “provocazione” e ho riscosso un certo interesse. Con quello che si sta preparando all’orizzonte, credo che anche la più rivoluzionaria delle idee sia minima cosa, ripetto a quello che ci riserverà il futuro.
Vogliamo discuterne?
Decrescita è anche questo!
Magari mettiamo su un forum (OPPURE UN LABORATORIO) dove raccogliere velocemente i pensieri dei frequentatori di RG.
Di seguito i link su questo argomento che era già stato propugnato da Bertrand Russel e che mi frulla in testa da molto tempo.
VI INVITO AD ESPLORARLI
http://it.wikipedia.org/wiki/Reddito_di_cittadinanza
http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm
http://www.proteo.rdbcub.it/mot.php3?id_mot=30











