Archivio per settembre, 2010
IL RETI GLOCALI CAMP A BCC
Pubblicato da ballacoicinghiali
Dopo un paio di settimane di decompressione, è arrivato il momento di tirare qulche conclusione sintetica sulla partecipazione di Reti Glocali nel festival Balla coi cinghiali.
In primo luogo, la soddisfazione principale per noi consiste nell’essere riusciti a trasformare ciò che abbiamo definito la nostra “etica” in qualcosa di ancor più ampio del già importantissimo sforzo orientato alla totale ecocompatibilità della manifestazione. Ospitare un laboratorio di discussioni e comunicazione in cui un pubblico così vasto ed eterogeneo come quello di BCC possa imparare qualcosa era l’obiettivo primario: questa prima edizione ha funzionato un po’ da “pilota” e per questo motivo ci sono cose ancora da migliorare, altre da potenziare, altre ancora da cambiare.
Non mi soffermo sui problemi logistico-organizzativi, che sono di facile risoluzione contando anche su una collaborazione più attiva nel corso dell’anno dei membri di RG che hanno partecipato e che, assieme a noi, hanno individuato le fallle e i problemi legati alla peculiare location del festival.
Ciò che più preme è porsi la domanda: può funzionare un evento di questo genere nel contesto di un festival come BCC?
A nostro modo di vedere, sì, può funzionare, è importante e rappresenta il risultato di una sinergia dalla quale non possono che uscire buoni frutti. Ciò che però va ripensato è la struttura del camp, al di là dei già citati problemi concreti legati alla postazione ad esso dedicata. Crediamo, ad esempio, che un programma denso di conferenze si adatti poco alla situazione del festival, perché il pubblico ha dimostrato attenzione per le tematiche sollevate, ma in un posto in cui si è costantemente sommersi dai decibel – e non potrebbe essere altrimenti – non è possibile creare le condizioni ottimali per un momento che richiederebbe ben altra atmosfera. Si potrebbe pensare a ridurre gli interventi a due o tre realtà importanti, trovando location e impianti adeguati, e orientare gli sforzi verso attività di tipo più dimostrativo-espositivo (sul come bisognerà ragionarci, da subito).
In secondo luogo, il camp a BCC deve servire anzitutto come vetrina: sfruttare l’opportunità di presentarsi di fronte a 50000 persone con le proprie idee non ha prezzo, e non ha eguali in tutta la Liguria; questo però non vuol dire che l’essenza di RG si debba esaurire lì, magari sacrificando la profondità del messaggio a vantaggio di un’inevitabile volontà di completezza. La chiave è quella che noi chiamiamo “destagionalizzazione”, e che per RG potrebbe definirsi “territorializzazione”: proporre “un pezzo alla volta” sul territorio, mediante micro-eventi che non comportino costi elevati (vedi l’ottima idea dell’aperitivo glocale), previa una mappatura delle zone in cui l’evento potrebbe avere più risonanza.
E’ su questo, a mio giudizio, che dovremo lavorare insieme. La partita è aperta; vediamo di trovare il modo per giocarla con intelligenza e incisività.
A presto, e un grazie a tutti per la professionalità e la pazienza che hanno dimostrato in un contesto che non sempre, lo sappiamo, è stato ottimale per RG. Ma pensiamo di aver costruito le fondamenta per qualcosa di buono e, cosa ancora più importante, duraturo.
