Scriviamo l’E-book, ecco il mio intervento al Reti Glocali Camp.

In natura i vari materiali circolano, vengono trasformati e tutto alla fine viene riassorbito e riutilizzato. Anche noi dobbiamo imparare a diminuire i rifiuti e favorire in tutti i modi possibili il riutilizzo e il riciclaggio dei prodotti, anche perché le risorse a nostra disposizione non sono illimitate.

Se si considera infatti che 1/4 della popolazione mondiale consuma l’80% delle risorse disponibili, più rapidamente di quanto queste risorse riescano a rigenerarsi, in più sommando gli ormai ben conosciuti problemi legati all’ambiente quali i cambiamenti climatici, i problemi dell’inquinamento, la cattiva gestione dei rifiuti, il divario tra le società  post industriali e i paesi in via di sviluppo, la crescita demografica e via dicendo risulta chiaro che gli attuali modelli di consumo e di produzione sono insostenibili.

Per fortuna però sta crescendo la domanda di qualità da parte dell’utente e si stanno diffondendo sempre di più abitudini e stili di vita più responsabili e si concepisce un’altra idea del concetto di benessere, basata sul vivere meglio consumando meno. Si avverte l’esigenza di un ritorno, se vogliamo, ad una visione più olistica, rivolta ad affrontare i problemi, non in una maniera settoriale, ma in tutti gli aspetti.

Per questo da un po’ di anni a questa parte anche nel mondo del design sono state introdotte norme e certificazioni che testimoniano se il bene o il servizio in questione risponde ai criteri orientati alla sostenibilità e se questi criteri vengono adottati durante tutto il processo industriale e progettuale che coinvolgono l’azienda, il designer e l’utente.

Anche i designer quindi hanno la possibilità di ridurre l’impatto del nostro stile di vita sull’ambiente, scegliendo di coniugare il meglio della tecnologia moderna con l’artigianato tradizionale. Le conoscenze tecnologiche si possono applicare a obiettivi quali il risparmio energetico, un impiego efficiente dei materiali, la produzione di energia pulita e tecniche di lavorazione sostenibili, creando dei prodotti che pongano delle sfide all’orientamento contemporaneo del design e non lascino impronte profonde e durature sul pianeta.

Si tratta di rispondere ad una richiesta che proviene dalla società civile, abitare in edifici più sani, vivere in città meno inquinate, sviluppare una politica di riuso e di riconversione, in poche parole UN GENERALE PROCESSO DI SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO.

Riallaccialndomi a questo discorso introduco un progetto di eco design al quale ho lavorato l’anno scorso insieme alla designer Anna Von Heyl e che ho presentato al Camp.

Mor&Mor è un sistema modulare in cartone che nasce come seduta, ma che può essere scaffale, tavolino o parete divisoria. E’ realizzato con materiale riciclato e a sua volta riciclabile. Gli strati di cartone incollati creano una struttura straordinariamente resistente. Il modulo può essere impilato, incastrato ed affiancato al fine di creare molteplici varietà di composizioni e situazioni, adattandosi così alle vostre esigenze immediate e future. Giocando con le varie combinazioni nasceranno nuovi paesaggi e funzioni. I vani del modulo possono ospitare oggetti come per esempio libri o cd. Un coperchio permette di chiudere i singoli spazi per nascondere il loro contenuto, creando così un gioco di colori e di pieno e vuoto.

Concludo citando una ricerca condotta dalla COMIECO (Il Consorzio Nazionale degli imballaggi di carta e cartone) dove si evidenzia che gli italiani sarebbero sempre più nomadi e non legati ad una sola casa, il che porterebbe anche ad esigenze di arredamento differe nti, mobili belli e funzionali sì, ma anche economici, facilmente trasferibili da un luogo all’altro e a basso impatto ambientale.

Bisogna sensibilizzare sempre più persone al recupero e al riciclo e fornire esempi concreti dove il cambiamento ha portato davvero dei miglioramenti nello stile di vita delle persone.


Reti Glocali a BcC

Ciao a tutti!! Vi siete ripresi? Io solo ora posso dire di essere di nuovo in forma!! ^^
Mi fa piacere condividere con tutti voi i miei feed back sul Camp e allora eccomi qui!!
Devo ammettere che all’inizio ero un po’ dispiaciuta per la scarsa partecipazione da parte del pubblico esterno ad alcuni interventi a mio parere molto interessanti, ma per fortuna quando a smesso di piovere le cose sono migliorate e anche io sono tornata a casa con il sole e con un po’ di nostalgia, quella tipica di quando sai che è finito qualcosa di bello dove hai conosciuto delle persone entusiaste, con una passione vera e profonda per quello che fanno, persone che con grande dedizione e voglia di mettersi in gioco, stimolano se stessi e gli altri a crederci e a realizzare tante piccole utopie.
Per me che non conoscevo nessun dal vivo dei membri di Reti Glocali è stata un’ottima opportunità per comprendere meglio l’idea del Social Network. Ora do una faccia e una voce alle persone che scrivono e mi sento più partecipe e più spinta ad approfondire i temi a me più cari e poi dire la mia con cognizione di causa.
Il Festival Balla coi Cinghiali condivide la stessa filosofia di tutti i relatori del Camp ed è stato una bella occasione per ampliare i contatti e presentare progetti stimolanti e oserei dire alternativi. Più persone conoscono Reti Glocali più c’è la possibilità nel futuro di organizzare altri eventi, magari più mirati e far conoscere quelle piccole realtà che hanno voglia di andare un po’ controcorrente e proporre delle soluzioni più sostenibili e umane.
Grazie in particolar modo a Danilo, Mary e a Enrico, alla loro pazienza e alla loro voglia di costruire e cambiare e ai Cinghiali per l’idea di un padiglione ecosostenibile e per l’ospitalità.
A presto!!!
francesca

RELAX TRA LE GOMME

“La natura non produce rifiuti: nell’ecosistema naturale, quelli di una specie diventano cibo per un’altra in un ciclo senza fine. È soltanto a partire dalla produzione industriale, che questo ciclo è stato interrotto.”

Il problema dei rifiuti, nel corso dell’ultimo mezzo secolo, ha assunto entità considerevoli nelle società di vecchia e recente industrializzazione. Si sta delineando sempre di più, l’assoluta necessità della funzione ecologica e sociale dello smaltimento e del riciclaggio dei rifiuti e i pneumatici a fine vita (PFU) sono uno degli aspetti più ingombranti. Il loro smaltimento risulta essere una delle azioni di recupero e riutilizzo più importanti nel nostro vivere quotidiano urbano e metropolitano, data la presenza elevata di veicoli e mezzi di locomozione privati e pubblici sulle nostre strade. L’usura sempre più intensa di tali mezzi richiede l’adozione di efficaci e rigide misure di smaltimento.

Due sono i principali processi industriali per il riciclo dei pneumatici: la sostituzione del battistrada sui pneumatici ancora in buono stato o la trasformazione in granuli che diventa poi materia prima per l’industria, l’edilizia e per l’arredo urbano. Il riciclo dei pneumatici in Italia è cresciuto dal 33% nel 2000 al 50% nel 2009.

In riferimento a queste problematiche mi hanno profondamente colpito i dati AIRP e i dati ECOPNEUS.

Qual è la sorte delle gomme non recuperate?

Se a tutto ciò si aggiunge il crescere del prezzo della gomma in balia di quello del petrolio, ci si rende conto di quanto sia importante e necessaria la ricerca per l’attuazione di nuove tecnologie per il recupero e il riutilizzo di queste “risorse inquinanti”: la contraddizione verbale riflette quella sostanziale della nostra società!

Anche il design ormai da diversi anni cerca di dare un’impronta sempre più “ECO” ai nuovi prodotti, sia in termini di materiali sia in termini di riutilizzo, con risultati sorprendenti che interpretano in maniera corretta e profonda il vero significato della parola Ecologia. Il termine Eco infatti deriva dal greco Oikos che vuol dire casa, abitazione e per esteso ambiente; Logia deriva dal vocabolo greco Logos che significa discorso, studio, ricerca, dialogo. Proprio in questa direzione mi pare si possano collocare le esperienze creative ed espressive rivolte al riutilizzo di materiali ecologici o di scarto per un vivere armonioso con l’ambiente che ci circonda.

In merito a ciò vorrei citare il successo dei pionieri di uno di questi filoni e cioè i fratelli Freitag che recuperando vecchi teloni di camion, cinture d’auto usate e vecchie camere d’aria hanno creato borse funzionali e resistenti ormai già in 40 modelli, vendute in più di 300 punti vendita in Europa.

Da sempre affascinata dai materiali di scarto e di recupero e dalla volontà di lasciare il mondo migliore rispetto a quello trovato ho anche io realizzato vari progetti in questa direzione. Uno dei quali l’area relax per Reti Glocali, punto di incontro per parlare delle problematiche legate al tema dell’Eco-sostenibilità e ampliare la rete dei contatti professionali.



Utilizzando vecchi copertoni di auto e moto nasce “RELAX TRA LE GOMME”, sgabelli, tavolini e portavasi in coordinato per sentirsi a proprio agio da subito in un ambiente giovane e aperto.



Oltre alla gomma l’anno scorso ho realizzato un modulo in cartone riciclato di cui vi parlerò nel prossimo post!

Grazie per avermi letto!!  ^^

Buona Reti Glocali Camp!!!

Francesca

DESIGN SOSTENIBILE E INDUSTRIE ALBERO

Siamo bombardati da notizie su notizie e spesso presi dai mille impegni non approfondiamo nulla e tutto rimane lì nello stagno intorpidito dai killer della creatività.

Ho impiegato più di un mese prima di aprire questo blog perchè ho voluto tastare il terreno, leggere gli interventi, i diari e le discussioni passate.

Credo molto nell’impegno di Enrico e di chi collabora con lui al progetto RETI GLOCALI. Mi piacerebbe poter intervenire attivamente e portare con me una ventata di ARIA BUONA, mettendo a disposizione le mie qualità professionali e umane.

La PROGETTAZIONE GRAFICA E IL DESIGN SEMPLICE E LINEARE non sono solo un lavoro per me, ma una VERA PASSIONE e mi auguro potrete vederlo e sentirlo in tutti i miei progetti.

Come prima riflessione mi piacerebbe condividere con voi questo concetto che spero possa essere di spunto per i prossimi post.

..”Esiste solo una tipologia di industria al mondo che produce senza inquinare: l’albero. L’albero è una fabbrica che produce legno e funziona sfruttando esclusivamente energia solare. Utilizza come materia prima l’anidride carbonica ed elimina come scarto di produzione l’ossigeno, elemento indispensabile alla nostra esistenza..”

Sono sempre alla ricerca di collaborazioni di valore e sono sicura che, anche grazie a Reti Glocali, si possa dare voce ai giovani liguri che hanno voglia di mettersi in gioco e di rimboccarsi le maniche per, passatemi il termine, SVECCHIARE questa meravigliosa regione.

Cercherò, con impegno e serietà, di aggiornare il laboratorio e il blog con post succosi e ricchi di spunti. Cercherò di coinvolgere chi è del mestiere ad aiutarmi e inviterò amici e conoscenti ad attivarsi.

La liguria ha bisogno di TANTE INDUSTRIE ALBERO.

Con affetto,

Francesca Alai in arte Aiabuna ^^