RELAX TRA LE GOMME
“La natura non produce rifiuti: nell’ecosistema naturale, quelli di una specie diventano cibo per un’altra in un ciclo senza fine. È soltanto a partire dalla produzione industriale, che questo ciclo è stato interrotto.”
Il problema dei rifiuti, nel corso dell’ultimo mezzo secolo, ha assunto entità considerevoli nelle società di vecchia e recente industrializzazione. Si sta delineando sempre di più, l’assoluta necessità della funzione ecologica e sociale dello smaltimento e del riciclaggio dei rifiuti e i pneumatici a fine vita (PFU) sono uno degli aspetti più ingombranti. Il loro smaltimento risulta essere una delle azioni di recupero e riutilizzo più importanti nel nostro vivere quotidiano urbano e metropolitano, data la presenza elevata di veicoli e mezzi di locomozione privati e pubblici sulle nostre strade. L’usura sempre più intensa di tali mezzi richiede l’adozione di efficaci e rigide misure di smaltimento.
Due sono i principali processi industriali per il riciclo dei pneumatici: la sostituzione del battistrada sui pneumatici ancora in buono stato o la trasformazione in granuli che diventa poi materia prima per l’industria, l’edilizia e per l’arredo urbano. Il riciclo dei pneumatici in Italia è cresciuto dal 33% nel 2000 al 50% nel 2009.
In riferimento a queste problematiche mi hanno profondamente colpito i dati AIRP e i dati ECOPNEUS.
Qual è la sorte delle gomme non recuperate?
Se a tutto ciò si aggiunge il crescere del prezzo della gomma in balia di quello del petrolio, ci si rende conto di quanto sia importante e necessaria la ricerca per l’attuazione di nuove tecnologie per il recupero e il riutilizzo di queste “risorse inquinanti”: la contraddizione verbale riflette quella sostanziale della nostra società!
Anche il design ormai da diversi anni cerca di dare un’impronta sempre più “ECO” ai nuovi prodotti, sia in termini di materiali sia in termini di riutilizzo, con risultati sorprendenti che interpretano in maniera corretta e profonda il vero significato della parola Ecologia. Il termine Eco infatti deriva dal greco Oikos che vuol dire casa, abitazione e per esteso ambiente; Logia deriva dal vocabolo greco Logos che significa discorso, studio, ricerca, dialogo. Proprio in questa direzione mi pare si possano collocare le esperienze creative ed espressive rivolte al riutilizzo di materiali ecologici o di scarto per un vivere armonioso con l’ambiente che ci circonda.
In merito a ciò vorrei citare il successo dei pionieri di uno di questi filoni e cioè i fratelli Freitag che recuperando vecchi teloni di camion, cinture d’auto usate e vecchie camere d’aria hanno creato borse funzionali e resistenti ormai già in 40 modelli, vendute in più di 300 punti vendita in Europa.
Da sempre affascinata dai materiali di scarto e di recupero e dalla volontà di lasciare il mondo migliore rispetto a quello trovato ho anche io realizzato vari progetti in questa direzione. Uno dei quali l’area relax per Reti Glocali, punto di incontro per parlare delle problematiche legate al tema dell’Eco-sostenibilità e ampliare la rete dei contatti professionali.
Utilizzando vecchi copertoni di auto e moto nasce “RELAX TRA LE GOMME”, sgabelli, tavolini e portavasi in coordinato per sentirsi a proprio agio da subito in un ambiente giovane e aperto.
Oltre alla gomma l’anno scorso ho realizzato un modulo in cartone riciclato di cui vi parlerò nel prossimo post!
Grazie per avermi letto!! ^^
Buona Reti Glocali Camp!!!
Francesca

















