I costi economici del nucleare

ottobre 27th, 2009

Greenpeace continua la sua battaglia contro il nucleare, oltre a Greenpeace dovremmo esserci anche tutti noi a lottare, ne avade la nostra salute e sopratutto quella dei nostri figli, se vogliamo continuare a fragarcene e lasciare in eredità un pianeta martoriato e distrutto siamo liberi di farlo, ma allora evitiamo di mandare a scuola i figli, di dargli da mangiare, di metterli al mondo, di volergli preparare un futuro migliore perchè non gli aspetta niente di buono.

nucleare Questo rapporto, elaborato da un gruppo di ricercatori indipendenti, dimostra come a causa dei costi, dei lunghi periodi di costruzione, degli enormi contributi richiesti, delle preoccupazioni riguardo alla sicurezza e alle incertezze legate a tecnologie non ancora provate, le centrali nucleari rappresentino un pericoloso e costoso diversivo per le politiche di salvaguardia del clima globale. Esistono alternative molto più efficaci, sicure e meno costose come le tecnologie che usano le fonti rinnovabili e quelle che aumentano l’efficienza energetica.

Nel mondo i progetti di costruzione di centrali nucleari in corso sono molto al di sopra dei costi previsti, fino ad arrivare a costi del 300 per cento superiori rispetto alle previsioni. Questo vuol dire che in futuro questi progetti non saranno competitivi con i programmi di efficienza energetica o con le fonti rinnovabili.

I continui ritardi nella fase di costruzione delle centrali nucleari – fino a 4 anni in più rispetto alle previsioni – stanno contribuendo ad aumentare i costi e le preoccupazioni degli investitori. Questi ritardi, aggiunti ai normali tempi di pianificazione e costruzione, dimostrano semplicemente che le nuove centrali nucleari non sono una soluzione contro i cambiamenti climatici.

L’industria nucleare sta promuovendo una nuova generazione di reattori non ancora testati a sufficienza, stanno accusando seri problemi di sicurezza già in fase di costruzione.

All’insegna del “Bollette nucleari, costi stellari”, l’organizzazione stila una lista di spese e guadagni, denunciando come sia una vera e propria presa in giro sostenere che il nucleare possa rendere energia a basso costo.

Basta iniziare facendo i conti con i costi per l’implementazione delle centrali, per lo smantellamento dei reattori, per la copertura assicurativa in caso di incidenti gravi, per il riprocessamento delle scorie, per la bonifica dei siti contaminati e per la realizzazione del futuro deposito geologico di stoccaggio.

In Gran Bretagna i soli costi per la gestione delle scorie hanno prodotto un buco nei conti pubblici di 90 miliardi di euro. In Italia il costo dello smantellamento delle vecchie centrali nucleari in funzione prima del 1987 è valutato in circa 4 miliardi di euro, ma si tratta molto probabilmente di una sottostima del costo finale per lo Stato e i contribuenti.

Secondo Greenpeace, con il rilancio del nucleare si permette alle aziende di fare profitti, scaricando i rischi e i costi sulle spalle dei contribuenti e delle generazioni future. E poi puntare sul nucleare ci farà mancare gli obiettivi europei al 2020 per lo sviluppo delle rinnovabili, con ulteriori sanzioni per la collettività.

Entro il 2020 le fonti rinnovabili insieme a misure di efficienza energetica sono in grado di produrre quasi 150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l’obiettivo del governo sul nucleare, creando almeno 200 mila nuovi posti di lavoro “verdi”.

Sarebbe più ragionevole supporre che la strada verso l’indipendenza energetica dell’Italia passi attraverso lo sviluppo delle rinnovabili, senza costi aggiuntivi per il Paese, senza scorie pericolose da gestire per i prossimi 100 mila anni e senza rischi per la popolazione.

Perciò i volontari di Greenpeace hanno distribuito, davanti agli uffici postali di 24 città italiane, le nuove bollette che l’Enel ci presenterà nel 2020, nel caso si riuscisse a riportare il nucleare in Italia così come sostengono la stessa azienda elettrica e il governo.

Dunque, a conti fatti, a meno che qualcuno non ti regali la centrale, e lo Stato si faccia carico di gestire le scorie radioattive per secoli il nucleare non sarebbe un buon affare.

Di seguito troviamo la sintesi in italiano:

http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/costi-economici-nucleare-sintesi.pdf

La versione integrale in inglese:

http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/costi-nucleare.pdf

Categorie: Energie

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