Il cemento sostenibile ed ecologico arriva dal riso
settembre 26th, 2009
La nuova casa ecologica è costruita con cemento ecologico, ricavato dagli scarti della lavorazione del riso. E’ questa l’ultima scoperta di un team di ricercatori del ChK Group Inc, uno studio di ingegneria con sede in Texas.
La lolla o pula di riso, ovvero quella pellicola che ricopre i chicchi di riso quando sono sulla pianta, è ricca di ossido di silicio, un componente fondamentale del calcestruzzo. Questo ha portato molti ricercatori a cercare di trovare un modo per utilizzare questi scarti di lavorazione nella creazione di cemento, ma fino ad oggi con scarsi risultati: la cenere della pula è infatti troppo ricca di carbonio per poter essere utilizzata nelle costruzioni.
Il team texano, invece, ha sviluppato un processo di combustione che permette di ottenere ceneri di lolla praticamente senza carbonio: la pula infatti viene bruciata in fornaci senza ossigeno a una temperatura di 800°C. Il prodotto risultante da questo processo è silicio praticamente puro.
Secondo i ricercatori il 20% del cemento convenzionalmente utilizzato nella preparazione del calcestruzzo può essere sostituito con questo silicio di origine vegetale, che oltretutto offre una maggiore resistenza alla corrosione.
Gli studi su come rendere il cemento più sostenibile sono in atto da molto tempo ormai. Pensate infatti che la produzione del cemento utilizzato nell’edilizia è tra i principali responsabili del riscaldamento globale, in larga parte per l’inadeguatezza delle tecnologie utilizzate dall’industria che, secondo i dati raccolti dagli esperti, produce circa il 5 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica (CO2) – una quota maggiore rispetto a quella imputabile al trasporto aereo.
Categorie: Abitare

La notizia è di quelle che sembrano inventate da qualche bontempone in vena di scherzi.
Invece è tutto vero.
Immediatamente il pensiero va all’Italia e alla possibilità di applicazione di questa scoperta.
Il nord Italia produce grandi quantitativi di riso e non sarebbe difficile utilizzare gli scarti di lavorazione per usi diversi da quelli convenzionali, a dimostrazione di un impegno ecologico verso l’Ambiente.
In un paese dove per fare il cemento, ci si mette di tutto, anche la sabbia del mare, e poi le case magari crollano dopo una scossa di terremoto o per il logorio, pensare di utilizzare una fibra vegetale abbondante e disponibile a costo zero, aprirebbe nuovi panorami verso un modello auspicabile di edilizia eco-sostenibile.
La cosa sensazionale è che il cemento così ottenuto risulta molto più resistente alle intemperie e alla corrosione degli agenti naturali rispetto a quello ottenuto tradizionalmente.
Se ogni Stato produttore di riso seguisse questa via sperimentale, si potrebbe inaugurare una nuova era.
Il beneficiario principale sarebbe indubbiamente il nostro Pianeta, al quale sarebbe risparmiata un’ingente quantità di CO2 prodotta ed immessa ogni anno per la produzione tradizionale di cemento, per un ammontare di addirittura oltre 1.500.000 tonnellate.
Speriamo che la scuola americana apra le porte a nuove idee anche in casa nostra.
Ti ringrazio per l’intervento molto molto azzeccato. Il problema del calcestruzzo in Italia è molto serio e preoccupante. Noi oggi acquistiamo case a 200 – 300 mila euro, in teoria progettate secondo normative antisismiche, e su questo ci sarebbe da dilungarsi per ore, realizzate con calcestruzzi scadentissimi, ove per produrli usano di tutto, scarti di demolizioni, quindi vecchi calcestruzzi, piastrelle, sabbie di mare o comunque chissà da dove ne provengono ecc. Vorrei puntualizzare una cosa sull’antisismica, a seguito del terremoto in Abruzzo si è scatenata una polemica gigantesca contro i progettisti, a breve è entrata in vigore una normativa antisismica molto restrittiva e severa (NTC 08) dove le case realizzate secondo questi criteri potrebbero essere quasi dei bunker rispetto alle vecchie costruzioni, poi però non viene fatto niente per quanto riguarda i materiali utilizzati, le case ora le progettiamo bene ma le continuiamo a costruire scadenti con materiali di scarti di lavorazioni. Bravissimi! Non voglio fare terrorismo ma un terremoto come quello in Abruzzo colpisse qualsiasi zona d’Italia, le case che resterebbero in piedi si potrebbero contare con le punta delle dita.
L’argomento è maledettamente serio e troppo tecnico e comunque non sono un addetto ai lavori.
Ho solo vissuto sulla pelle tre terremoti (Udine, Belice e Noto).
Non siamo mai stati bravi (noi italiani) a non ripetere gli errori del passato, anzi direi esattamente il contrario.
A partire dal terremoto di Messina, passando per il Friuli e, saltando il Belice, l’Umbria e l’Irpinia per non citare i terremoti esteri, le soluzioni in effetti si sono trovate ed alcune eccellenti (case di legno, case di paglia, pannelli precostruiti, vie di fuga, spazi aperti ecc.) ma il profitto ha golosamente e gelosamente banchettato sulla pelle dei tanti decessi, per riproporre grattacieli, ecomostri, e quanto di peggio possa essere edificato come struttura usando tondini sottodimensionati, svuotando i letti dei fiumi per recuperare la sabbia, diminuendo le percentuali di cemento e riducendo le profondità delle fondamenta .
In fin dei conti è molto più semplice creare leggi ad hoc che impongono strutture antisismiche che cadono da sole (grazie ai materiali scadenti usati) piuttosto che rivedere e riorganizzare i PRG.
Il tutto si traduce nel solito squallido scambio di mazzette da parte dei palazzinari in favore di politici e funzionari corrotti che riescono a far apportare varianti alle varianti delle varianti, con la revisione dei piani particolareggiati.
Carissimi Signori, forse sono un pò in ritardo ma la notizia anche se un pò datata non mi pare abbia avuto grande risonanza. Io sono molto interessato al discorso ambientale e vorei avere delle informazioni un pò più precise o una possibile fonte di vostra conoscenza dove poter attingere per farmi un idea un pò più precisa.
Vi ringrazio anticipatamente e chissà che magari non si diventi ogni giorno di più ad interessarsi al futuro di questo nostro povero e maltrattato pianeta.
Cordiali saluti a tutti.
Andrea
Caro Andrea questo è un social network e anche un multi blogs, su qualsiasi argomento di tuo interesse in cui ritieni di aprire una discussione o fare domande o commenti, sei liberodi fare, di intervenire o di chiedere senza problemi, ti sarà data una risposta oppure sarà aperta una discussione.
In attesa di risentirti. Saluti
Stefano
Caro Stefano, grazie per il chiarimento e la disponibilità. Allora vediamo di creare una panoramica completa e chiara di quello che vorrei sapere in merito al prodotto in questione.
Sono interessato a conoscere la disponibilità sul mercato di tale prodotto, vorrei comprendere la sua applicazione pratica, se esisitono già delle applicazioni o se si tratta di uno studio preliminare in attesa di inserimento sul mercato. Mi viene da chiedere se una simile applicazione non interferisca negativamente sulla produzione di tale cereale per uso alimentare come è successo per il mais ad uso energetico termico. Ti informo che non sono un tecnico del settore, solo un appassionato al problema.
In attesa di ricevere lumi, cordialmente saluto e ringrazio.
Andrea
Ciao, il prodotto non si trova ancora in commercio, è un brevetto di un’azienda Texana che ha realizzato un processo che permette di utilizzare gli scarti della lavorazione del riso nella produzione di calcestruzzo, è in fase di realizzazione un impianto di produzione. In teoria il calcestruzzo è fatto con la pula di riso, ossia quella pellicola che ricopre i chicchi quando sono sulla pianta e che viene eliminata durante la lavorazione del prodotto, quindi non dovrebbe essere sottratto all’alimentazione, ma, anzi, integrare il processo con il recupero degli scarti, vedremo.
Esistono anche altri prodotti innovativi, ecologici o per lo meno abbastanza ecologici, per esempio trovi delle informazioni al seguente link:
http://retiglocali.it/abitaresostenibile/2010/01/13/conglomerante-ecologico-convegno-ad-arenzano/
Per vedere qualcosa di concreto sull’ecologia e soprattutto sulla casa, la casa ecologica, la casa sana e naturale, dobbiamo aspettare ancora qualche anno, finchè le persone non capiscono che l’ambiente dove viviamo è fondamentale per la nostra salute fisica e mentale non vedremo un vero riscontro, l’offerta è data dalla domanda, se la domanda non diventa più esigente non ci sarà un vero cambiamento. Le case realizzate così come sono realizzate oggi vanno demolite e rifatte (detto in maniere drastica)
La casa, gli ambienti, le comunità, le città, vanno studiate nel complesso, va fatto uno studio d’impatto e valutazione più ampio possibile considerando un maggior numero di aspetti possibile, ma qua entriamo in altri aspetti societari e umani in cui ora non voglio imbattermi.
A presto
Carissimo Stefano,
condivido il tuo modo di pensare in merito al problema della rivalutazione ambientale e della ecosostenibilità. Io e la mia famiglia da anni sentiamo nostro e molto vicino a noi il problema. Mio padre si occupa in prima persona di energie alternative, usa sistemi naturali per la cura di semplici problemi di salute, fa uso di pietre e prodotti naturali per migliorare l’acqua che beve, addirittura usa le pietre nella coltivazione della frutta e della verdura. Il porre attenzione alla poresenza d’acqua sotto casa, ai nodi di energie negative, impianti elettrici interrotti durante la notte è cosa normale per noi, anche se molti ci guardano come degli alieni. Lui si occupa poi di ricerche d’acqua con risultati davvero sorprendenti, in Africa due villaggi e un ospedale hanno l’acqua corrente dopo una sua ricerca a distanza e la sua assistenza in loco per l’esecuzione dei pozzi. Insomma una famiglia di “pazzi scatenati” col pallino del benessere al naturale. Ecco un pò da dove arriva il mio interesse per questo nuovo prodotto. Ora in verità io sto cercando una seria altermativa alla plastica per la produzione di componenti per impiantistica. E’ dal portare avanti questa ricerca che ho visto l’articolo del cemento e la cosa mi interessa davvero tanto. Bisogna far girare la cosa e forse potrei avere dei contatti interessati a produrre dei manufatti di prova per dimostrare la validità della cosa e la qualità dl prodotto. Ora ti saluto, buon week end.
Andrea
Ciao a tutti
Penso che oggi tutti (o più e meno) pensiamo ad un futuro più pulito ed ad un presente difficile, ma occorre pensare anche che per primi devono darsi da fare “i grandi capi del mondo” perchè se io decidessi di realizzare una casetta ecologica mi troverei a dover spendere molto di più di altri che hanno costruito di più e con consumi energetici ed antisismici poco diversi dai miei, quindi io dico:
ragazzi siamo giovani e volenterosi diamoci da fare, rimbocchiamoci le maniche e forza, apriamo queste teste malate ed aiutiamo a capire che …..( tantissime cose ) ciao e buona giornata a tutti