Consigli utili per modificare un impianto elettrico

maggio 19th, 2010 by Stefano Damonte

È ormai stato ampiamente dimostrato che campi elettromagnetici derivanti dall’impianto elettrico della nostra casa o degli edifici in cui lavoriamo, possono nuocere alla nostra salute; ovviamente questo dipende dall’intensità del campo, dal tempo di esposizione e dalle condizioni di salute della persona.

Tutti i consigli che verranno dati saranno utili per ridurre drasticamente l’inquinamento elettromagnetico all’interno delle vostre case o edifici di lavoro.

Capire il problema.

L’impianto elettrico di un’abitazione o edificio è costituito da tutti i fili elettrici (interni ed esterni alle pareti) e da tutta la componentistica (interruttori, deviatori, pulsanti, ecc.) che permettono di portare corrente a tutte le apparecchiature elettriche della casa (lampade, televisione, caldaia a gas, forno, frigorifero, lavatrice, ecc.).

I fili elettrici presenti nell’impianto e tutto ciò che è ad essi collegato, quando sono percorsi da corrente o quando sono in tensione (ossia che le cariche elettriche sono in pressione), emanano nell’ambiente un campo elettromagnetico ossia una perturbazione oscillante (onde elettromagnetiche) che diminuisce via via che ci si allontana dagli stessi. I fili elettrici hanno tre colorazioni: rosso o nero o grigio (fase) quello che immettono la corrente, blu quello che la riporta a terra (neutro) e giallo verde (massa a terra) che non trasporta nulla (essendo collegato solo al terreno, serve a scaricare eventuali correnti accidentali che masse metalliche possono trasportare a causa di un guasto all’impianto).

Quando la corrente circola (es. quando si accende una lampada) si hanno due tipi di perturbazione elettromagnetica: campo elettrico alternato, causato dalla tensione ossia dalla pressione delle cariche elettriche nei fili; campo magnetico alternato, causato dal passaggio di corrente elettrica. Quando la corrente non circola, ossia nessun apparecchio o lampada o altro dispositivo viene utilizzato, il campo magnetico è nullo contrariamente al campo elettrico che invece continua ad irradiare nell’ambiente.

Considerazioni:

Il nostro corpo risente maggiormente di questi campi elettromagnetici durante il sonno e quindi le camere da letto sono gli ambienti sui quali porre più attenzione.

Il campo magnetico non ha ostacoli e quindi si propaga oltre i muri e oggetti ed è difficilissimo da schermare. La schermatura è molto costosa, possibile solo con speciali leghe metalliche.

Il campo elettrico viene schermato quasi completamente da pareti e oggetti, ma è sempre presente nei fili in tensione e viene riflesso da superfici in legno o sintetiche (quali moquette) e amplificato da superfici metalliche (es. materasso contenente molle o struttura del letto in ferro) e quindi a causa di queste riflessioni e amplificazioni è comunque sempre presente.

Consigli semplici per un impianto non nocivo, pratico ed economico.

  • Conoscere esattamente la destinazione degli ambienti e le singole zone d’uso così da evitare un soprannumero di fili e attacchi. Più sono i fili in tensione e più il campo elettrico raggiunge intensità elevate. Quindi sovradimensionare l’impianto, per garantire eventuali spostamenti dell’arredamento, determina un aumento di campo elettrico proporzionale al numero di fili in tensione.
  • Rispettare scrupolosamente la particolarità della fase (filo rosso o nero o grigio) e del neutro (filo blu): per lo spegnimento di lampade agire sempre sulla fase e non sul neutro, in modo che dall’interruttore (o deviatore) in poi non ci sia tensione e quindi neanche campo elettrico. Questo è importante anche per la sicurezza, infatti una volta spenta la lampada tramite l’interruttore che stacca la fase, annulliamo la tensione e quindi evitiamo di prenderci la “scossa” nella sostituzione di lampadine o se tocchiamo accidentalmente dei fili nel portalampada.
  • Evitare di passare in prossimità di camere o ambienti in cui si permane per più di 4 ore al giorno (per riposo, studio o lavoro) con linee che si collegano ad elettrodomestici con grande assorbimento o che restano accesi per molto tempo (frigoriferi, lavatrici, forni, caldaie a gas, ecc.) o con linee che alimentano altri edifici così da evitare campi magnetici frequenti ed intensi. Far passare tali linee lungo corridoi o locali poco utilizzati.
  • Evitare di posizionare in prossimità di camere o ambienti in cui si permane per più di 4 ore al giorno (per riposo, studio o lavoro) apparecchiature ad alto o frequente assorbimento (caldaie a gas, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, ecc.). Rispettare almeno la distanza di 2 metri, cos’i da evitare campi magnetici troppo intensi.
  • Posizionare interruttori o prese laterali al letto (incassati a muro) ad una distanza di almeno 50-70 cm dal corpo (in particolare dalla testa). Evitare interruttori a filo che scendono vicino alle posizioni di riposo, per evitare intensi campi elettrici.
  • Evitare di passare o installare dietro la testiera dei letti linee o strumenti collegati alla rete come trasformatori, amplificatori d’antenna o altro (anche se sono incassati sul muro il campo magnetico non viene schermato). Far passare la linea (incassata nel muro) di collegamento dei due interruttori o deviatori laterali al letto (di accensione o spegnimento di lampade), in prossimità del pavimento e comunque il più lontano possibile dalla testiera (così viene ridotto quasi a zero il campo elettrico in prossimità del corpo).
  • Nelle camere da letto non posizionare lampade vicino alla posizione di riposo, il filo in tensione (ossia collegato ad una presa) produce alti campi elettrici, oppure staccare la spina prima di addormentarsi. Per rimediare brillantemente a questo inconveniente, inserire un interruttore in un frutto incassato sul muro che agisce sulla fase (filo grigio o nero dell’impianto) di una presa anch’essa a muro; inserire la spina della lampada su questa presa. Così facendo, una volta spenta la lampada con l’interruttore a muro non ci sarà più tensione sul filo, eliminando completamente il campo elettrico.
  • Evitare di installare lampade a basso consumo (lampade al neon) o munite di un trasformatore (es. Lampade alogene a bassa tensione) o qualsiasi strumento elettrico alimentato da trasformatori o alimentatori (radioregistratori, televisori, alimentatori del carica cellulare, della base di telefoni cordless, ecc.) in zone in cui la persona sosta a lungo ad una distanza inferiore ad un metro (zone lettura, zone destinate al riposo, cucina, ecc.). Il campo magnetico prodotto dal reattore o dal trasformatore o dall’alimentatore è intenso almeno fino ad un metro di distanza. I trasformatori e alimentatori sono facilmente riconoscibili in quanto molto pesanti e qualsiasi televisore o radioregistratore ne contengono almeno uno; per altro se rimangono collegati alla rete, anche se non vengono utilizzati, consumano corrente elettrica. Quindi in zone destinate al riposo o alla lettura o al lavoro (in cui si permane per diverse ore o in cui ci si riposa o ci si concentra) tenete qualsiasi apparecchiatura che va collegata alla rete ad almeno un metro, filo compreso. Si ridurranno cosi drasticamente campi elettrici e magnetici.
  • Evitare di tenere radiosveglie in prossimità dei letti o, come sopra, in zone in cui si permane per lungo tempo. Se proprio volete utilizzarle per la comodità di vedere di notte l’ora esatta, allora tenetele ad almeno 2 metri dal corpo, soprattutto dalla testa. Emanano campi magnetici ed elettrici molto intensi.

Questi semplici consigli non prevedono accorgimenti che potrebbero causare aumenti significativi di prezzo per la progettazione, realizzazione o modifica dell’impianto elettrico, pur ottenendo dei buoni risultati nella riduzione del livello di inquinamento elettromagnetico della vostra abitazione o luogo di lavoro. Se si volessero ottenere risultati migliori si consiglia di affidarsi a progettisti ed esecutori specializzati che sono in grado di progettare ed eseguire gli impianti e soprattutto di rilevare i tassi di inquinamento elettromagnetico prodotto, cosa che in genere non viene eseguita.

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LA COGENERAZIONE

aprile 22nd, 2010 by Stefano Damonte

La cogenerazione è la produzione combinata di elettricità e calore. Nella cogenerazione le due energie, cioè l’elettricità e il calore, vengono prodotte in cascata, con un unico sistema: ciò permette di realizzare grandi risultati in termini di risparmio energetico e di abbattimento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera e quindi di contenimento del cosiddetto effetto serra.

Il futuro vedrà il boom della piccola produzione di energia per privati. In Italia è forte il fotovoltaico.

Non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che l’ha creato, diceva Albert Einstein. Con il petrolio in corsa verso i 100 dollari al barile, per far fronte a smog ed effetto serra non basta solo sostituire i combustibili fossili, ma conviene ripensare la struttura centralizzata dell’attuale rete di distribuzione dell’energia, incoraggiando la microgenerazione.

Solare, eolico, biomassa e micro-idroelettrico permettono oggi al consumatore non solo di produrre direttamente i Kw che consuma, ma anche di convogliarli nella rete elettrica nazionale generando un reddito nei momenti di picco produttivo o di basso utilizzo. A oggi, per il Gestore dei servizi elettrici (Gse) non ci sono restrizioni sui soggetti che possono conferire energia alla rete elettrica nazionale e la strada della microgenerazione è aperta sia a privati che a Pmi e amministrazioni pubbliche.

Un impianto convenzionale di produzione di energia elettrica ha una efficienza di circa il 35%, mentre il restante 65% viene disperso sotto forma di calore che, normalmente non viene utilizzato. Con un impianto di cogenerazione, invece, il calore prodotto dalla combustione non viene disperso, ma recuperato per altri usi. In questo modo la cogenerazione raggiunge una efficienza superiore al 90%.

La microcogenerazione

Nella microcogenerazione diffusa il calore viene prodotto ed utilizzato direttamente presso l’utenza che ha installato la centrale di cogenerazione, che in genere autoconsuma anche tutta l’energia elettrica autoprodotta.

Negli ultimi tempi nuove tecnologie e nuove macchine di piccola taglia, già ampiamente testate e collaudate, permettono di realizzare una micro cogenerazione diffusa nel territorio, per rispondere alle esigenze di elettricità e di calore di alberghi, condomini, comunità, grandi edifici civili, ecc.

I vantaggi della microcogenerazione

Produrre insieme elettricità e calore con la microcogenerazione, direttamente presso l’utenza, in estrema sintesi comporta i seguenti grandi vantaggi:

• risparmiare energia primaria, nell’ordine del 35–40%, diminuendo i costi energetici. Il risparmio energetico, in un paese come l’Italia, grande importatore di energia, è la prima fonte strategica di approvvigionamento;

• salvaguardare l’ambiente, emettendo in atmosfera oltre un milione di tonnellate di anidride carbonica in meno;

• zero perdite di distribuzione calore (utilizzato in loco);

• zero perdite di distribuzione nell’energia elettrica (riversata direttamente nelle linee a Bassa Tensione);

• limitazione delle cadute di tensione sulle linee finali di utenza;

• nessuna necessità di costruire grandi locali appositi;

• limitazione della posa di linee elettriche interrate o tralicci, a parità di risultati. Infine, ma non ultimo, la diffusione di queste impianti ad alto contenuto tecnologico, potrebbe contribuire in misura considerevole alla creazione di nuovi posti di lavoro di elevata professionalità.

Dopo quasi vent’anni dall’entrata in vigore della legge 9/91 (Piano Energetico) si può affermare che la cogenerazione vera (impianti per l’autoconsumo di energia) non ha avuto il successo atteso: sono stati realizzati diverse decine di impianti superiori ad 1 MW elettrico ed alcune centinaia inferiori ad 1 MW. Rispetto al mercato potenziale è ben poca cosa.

La ragione sostanziale di questo parziale insuccesso sta nel fatto che le difficoltà tecniche, economiche e burocratiche, che si incontrano in Italia per immettere in rete l’energia elettrica prodotta con la microcogenerazione diffusa, specialmente nei condomini, sono un ostacolo quasi insormontabile per una ampia diffusione della microcogenerazione nel territorio. Inoltre la cogenerazione non è entrata nel bagaglio culturale degli operatori, dai progettisti agli installatori, agli energy manager, agli stessi utenti.

Un obiettivo delle note di questo Dossier, è appunto quello di accelerare il processo di acculturazione di queste figure, mettendole in condizione di poter utilizzare la cogenerazione nella quotidianità e non come fatto straordinario.

La strada per sviluppare la microcogenerazione nei condomini deve vedere il coinvolgimento fattivo di tutti i soggetti coinvolti, ed in particolare:

• l’Autorità per l’energia deve rapidamente definire un quadro normativo e tariffario che comprenda e disciplini questo caso, nell’ottica di favorirne lo sviluppo;

• l’ ENEL dovrebbe essere disponibile a ricomprendere in un solo utente (il condominio) tutti gli attuali clienti dell’edificio condominiale, per la fatturazione dell’energia fornita ed i relativi conteggi di conguaglio;

• l’Amministrazione condominiale dovrà effettuare la ripartizione dei costi fra i condomini, utilizzando i contatori ENEL già esistenti, che funzioneranno come divisionali.

Una volta risolte le questioni suddette, il condominio, dopo aver verificato le condizioni tecnico economiche dell’intervento, per facilitare tutte le operazioni necessarie potrebbe stipulare con una Società di servizi un contratto di servizio energia, che preveda sia la installazione e gestione del cogeneratore, sia la gestione della centrale termica. Tale contratto permetterà altresì di applicare l’aliquota IVA del 10% sul combustibile consumato. La Società sarà intestataria del contratto di fornitura combustibile e del contratto di interconnessione con l’ENEL e fatturerà al condominio il calore prodotto e immesso nella rete, calcolato sulla base delle ore di funzionamento.

L’Amministratore del condominio, sulla base dei sistemi di contabilizzazione del calore già in essere o da installare, provvederà alla suddivisione delle spese fra i condomini secondo i consumi individuali registrati.

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GEOBIOLOGIA: una nuova scienza che viene dal passato

aprile 8th, 2010 by Stefano Damonte

GeobiologiaDa oltre trent’anni studi e ricerche sono usciti dall’ambito del paranormale per configurare una scienza di frontiera che ha molto da scambiare con la nuova fisica e con una visione olistica del mondo. A questa “nuova” scienza che affonda le radici nell’antichità è stato attribuito il nome di GEOBIOLOGIA, in altre parole la scienza che studia le influenze delle radiazioni (telluriche, cosmiche, ecc.) su tutto ciò che vive (biosfera).

Più del 70% delle patologie sono aggravate o determinate da perturbazioni del magnetismo terrestre, insieme con altri fattori ambientali. Tali anomalie determinano le cosiddette zone di stress tellurico, causando quelle che sono definite GEOPATIE, che comprendono una lunga serie di disfunzioni: dalla semplice emicrania alla stanchezza cronica, da alterazioni della funzionalità degli organi colpiti e del sistema immunitario a vere e proprie patologie croniche e degenerative. Infatti, molti terapeuti e ricercatori che operano sia nell’ambito delle medicine cosiddette non convenzionali, ma anche in quella ufficiale hanno oramai accettato l’esistenza di queste zone.

A questo proposito dice Helmut W. Schimmel, medico e ricercatore tedesco: “ Sulla base degli esperimenti condotti finora le geopatie non sono idee cervellotiche. Solo persone con la mente ristretta potrebbero ancora ridere di loro. I fattori di disturbo geopatici dovrebbero essere introdotti nelle riflessioni diagnostiche e terapeutiche delle malattie. Secondo noi il giudizio di una malattia cronica senza l’inclusione dei fattori geopatici non è possibile. La geopatia assume un valore fondamentale senza il quale la diagnosi e la terapia delle malattie croniche rimane insufficiente”.

Ma da cosa sono causate queste anomalie del campo magnetico terrestre?

Semplificando per ragioni di spazio, si può affermare che queste sono dovute, oltre che da una sorta di reticolo di radiazioni telluriche (griglia di Hartmann, ma ne esistono altre), anche da anomalie geologiche come faglie e cavità, da corsi d’acqua sotterranei, giacimenti di minerali, particolari tipi di suolo ecc.

Si è accertato che le zone di maggiore pericolosità per gli esseri viventi sono quelle dove due fasce della griglia formano un incrocio (nodo k , k = kancer) e quando questi si sovrappongono ad una faglia o ad un corso d’acqua, inoltre con gli strumenti di cui disponiamo oggi, si è rilevato che su queste zone perturbate si ha un’alterazione di numerosi parametri chimico-fisici (ed energetici) ambientali e degli esseri viventi che vi sostano. A questo punto considerando l’uomo come un ricevitore e un condensatore di onde, è facile prendere coscienza delle INTERAZIONI che avvengono tra il nostro organismo e l’ambiente, a tutti i livelli (della materia, delle energie dense e sottili ecc.).

Naturalmente non tutte le zone perturbate hanno lo stesso grado di pericolosità, dipende infatti dalla intensità e dal tipo di radiazione, nonché dal tempo di esposizione. Particolare attenzione, quindi, va posta agli eventuali nodi che potrebbero trovarsi nelle zone di sosta e relax all’interno dell’abitazione (soggiorni, camere da letto), dove un’esposizione prolungata in uno stato di rilassamento o sonno, rende l’individuo molto più recettivo e “indifeso” a questi campi di onde radianti.

I metodi di rilevamento di queste zone perturbate sono essenzialmente di due tipi: diretti ed indiretti.

-  I primi si riferiscono all’analisi di parametri bio-fisici e chimici misurabili sugli esseri viventi (ph, pressione arteriosa, battito cardiaco, resistività della pelle ecc.)

-  I secondi si basano su sistemi di rilevamento attraverso l’uso di sofisticati strumenti elettronici per la misurazione diretta di parametri fisici (modificazione della ionizzazione dell’aria, emissioni di onde elettromagnetiche, microonde, ultrasuoni, radioattività, componente verticale del magnetismo terrestre ecc.), oppure attraverso metodi e strumenti biofisici o di radioestesia che sfruttano la sensibilità dell’operatore.

APPROFONDIMENTI

Per comprendere le problematiche posteci da questa disciplina dobbiamo partire da alcuni dati fisici:

  • Tutti i materiali vibrano ed irradiano
  • Il campo radiante naturale è la base per la genesi e la conservazione della vita
  • Nell’epoca attuale, alle radiazioni naturali si aggiungono quelle artificiali, con possibili interferenze reciproche negative per tutto ciò che è vita
  • La terra è l’armatura negativa di un immenso condensatore il cui polo positivo è il cosmo stesso. L’armatura terrestre si scarica continuamente per essere ricaricata dai temporali (da 1.000 a 2.000 il secondo)
  • L’amperaggio totale è debole (1.500/1.800 Amp. per tutto il pianeta; 1,5 Amp. per l’Italia)
  • Il gradiente di potenziale è di circa 130 V/m d’altitudine
  • Tutti gli organismi viventi sono sensibili ai campi elettromagnetici (CEM) di diversa frequenza ed intensità anche con ordini di grandezza considerati ininfluenti. Secondo A. S. Presman dell’Istituto di Biofisica (Università di Mosca), questo si spiega col fatto che gli effetti non dipendono tanto dalla quantità d’energia, quanto dalla quantità d’informazioni introdotte nel sistema organico
  • L’omogeneità del campo magnetico della terra è alterato da vari tipi di radiazioni telluriche:
  • Correnti d’acqua sotterranee: il movimento di falde d’acqua provoca attrito ed elettricità che può essere misurata alla superficie sotto forma di campo elettromagnetico (CEM)
  • Crepe geologiche (faglie): a causa della non-omogeneità degli strati terrestri si hanno fenomeni di radiazione concentrata e d’emissione amplificata di raggi gamma e neutroni (specie nelle ore notturne)
  • Giacimenti nel sottosuolo (carbone, petrolio, gas, minerali, sali): modificano il campo radioattivo terrestre
  • Le reti geodinamiche

 

Da un punto di vista biologico gli incroci o nodi di questi reticoli sono particolarmente dannosi e gli effetti negativi sono amplificati se, sulla stessa perpendicolare, esiste un corso d’acqua sotterraneo oppure un’anomalia geologica (gas naturale, faglie). Questi punti geopatogeni erano conosciuti nell’antichità: i Cinesi, ad esempio, li chiamavano “porta d’uscita del Drago” ed evitavano di costruirvi le proprie abitazioni.

Per quanto riguarda i possibili effetti patologici sull’uomo, bisogna premettere che:

  • Non tutte le zone perturbate sono patogene (dipende dall’intensità e dal tipo di radiazione)
  • Gli effetti variano da persona a persona (gli individui sani subiscono meno danni)
  • Nell’uomo civilizzato abbiamo una diminuzione delle resistenze ai campi patogeni a causa dello stress, dello stato d’intossicazione e della vita innaturale che svolge
  • Maggiore è il tempo d’esposizione, maggiore è la probabilità d’ammalarsi (bisogna ritemprarsi all’aperto a contatto con la natura)

Nelle costruzioni, da un punto di vista biologico-edile, siamo sottoposti a due tipi principali d’inquinamento EM:

  • inquinamento per eccesso: nel caso di radiazioni superiori per intensità, od estranee a quelle naturali
  • inquinamento per difetto: quando le nostre abitazioni provocano uno schermaggio delle radiazioni cosmo-telluriche naturali

La riduzione o mancanza di queste frequenze cui l’uomo è abituato, obbliga l’organismo ad un maggior dispendio energetico per il mantenimento della sua omeostasi.

L’uomo è sensibile alle correnti elettromagnetiche naturali, utili al mantenimento della vita; esse sono state rese note nel 1991 dal professor Schuman e sono state definite “campi di Schuman”. Egli ha dimostrato che nell’ambiente naturale della biosfera esistono particolari campi magnetici pulsanti che “vibrano” allo stesso ritmo del cervello, che sono misurabili e le cui vibrazioni sono vitali per l’organismo vivente.

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IL TUO LETTO E’ AL POSTO GIUSTO?

marzo 23rd, 2010 by Stefano Damonte

E’ ormai ampiamente dimostrato che livelli elevati di campi elettromagnetici e di radiazioni della terra, possono arrecare seri danni alla salute. Per i più scettici…..se vi documentate un po’, vi sono abitazioni o luoghi di lavoro in cui l’incidenza di problemi di salute è molto elevata e molto spesso le persone ammalate sostano o sostavano in zone ben precise (letto, scrivanie, ecc). Un alto stress elettromagnetico o radioattivo può essere una delle cause principali nell’insorgenza di malattie, soprattutto quelle degenerative.

Tutti i luoghi, incluse tutte le abitazioni e ambienti di lavoro, sono immersi in queste “perturbazioni”, ovviamente in maniera diversa. Le zone più a rischio sono i locali in cui si permane, pressoché immobili, per molte ore e quindi principalmente le camere da letto. Spesso si è fortunati, oppure ipersensibili, a scegliere una buona posizione e un buon orientamento dei letti, ma se ciò non avvenisse, il rischio sarebbe veramente elevato, tanto più se non si gode di una buona salute. Quindi improvvisarsi in queste scelte non è sempre opportuno.

Rilevare ed evitare (eventualmente bonificare) questi disturbi invisibili è prioritario per mantenere o ripristinare un buono stato di salute In proporzione a quello che ci costa il nostro benessere psicofisico in termini di visite mediche, medicinali e rimedi, il costo di una consulenza e di un’eventuale bonifica è veramente irrisorio.

Letto 

Informazioni importanti e consigli

L’effetto di tutte le perturbazioni che verranno citate è tanto maggiore quanto maggiore è il tempo d’esposizione e lo stato delle nostre difese naturali. Il massimo dell’effetto, diverso da soggetto a soggetto, lo subiamo soprattutto durante le ore di sonno, dove il corpo compie attività di rigenerazione fondamentali ed è altamente più vulnerabile per le ragioni che seguono:

  • di notte non c’è compensazione solare e le altre interferenze hanno allora campo libero.
  • sdraiato sul letto, l’uomo offre all’irraggiamento cosmico e tellurico una superficie maggiore rispetto alla posizione seduta o eretta.
  • durante il sonno la tensione elettrica della pelle diminuisce sensibilmente e la protezione faradica diventa molto meno efficace.
  • infine non trascuriamo il ruolo della latenza: si è per un tempo relativamente lungo nel medesimo luogo, addirittura nella stessa posizione o quasi”.

Ecco un riassunto delle funzioni attivate mentre dormiamo:

  • riparazione dei tessuti danneggiati
  • rigenerazione degli organi esauriti
  • cicatrizzazione delle ferite
  • eliminazione dei rifiuti organici
  • ricostruzione di nuove cellule
  • secrezione degli ormoni della crescita
  • rafforzamento dell’ossatura
  • tonicità dei muscoli
  • ricarica del potenziale energetico

Dalle cellule fino agli organi, ogni particella del nostro organismo è in costante rinnovamento, la saggezza popolare dice che “dormire è guarire”.

L’ambiente a cui fare più attenzione è, per le ragioni suddette, la stanza da letto (rientrano anche luoghi in cui si permane pressoché fermi per più di 4 ore). Importante è quindi il giusto posizionamento dei letti, l’ottimo è evitare le zone più pericolose (elevati livelli di radiazioni della terra e inquinamento elettromagnetico) e secondariamente orientare il letto con la testiera verso i punti cardinali migliori (in generale le esposizioni migliori vanno da Nord a Est), purché a Nord Est non ci siano cause di congestione (per sfruttare i venti energetici derivati dalle correnti planetarie provenienti dal Nord e da Est.). Infatti, se a Nord-Est della testiera del letto e sopra e sotto della stanza, non ci sono gravi congestioni (congestioni biologiche derivanti da fosse settiche, fogne, persone malate, bagni; congestioni elettromagnetiche derivanti dall’elettrosmog; congestioni psichiche generate da forti emozioni, traumi e fobie rimasti intrappolati in stanze o negli stessi muri; congestioni varie esempio quelle causate dal passaggio del gas metano o trasportate dall’impianto di riscaldamento che passa in zone congeste e che le irradia tramite i radiatori) questi venti, generalmente puliti, opereranno una regolare pulizia del plasma tossico del corpo dalla testa ai piedi.

Si può brillantemente rimediare a tutti questi problemi seguendo questo semplice schema:

  1. posizionare correttamente i letti o le postazioni in cui si permane a lungo (fuori da zone ad alto stress tellurico e elettromagnetico e con la testiera verso le posizioni che vanno da Nord a Est, a seconda delle persone: quelle troppo attive verso nord, l’est tende ad eccitare)
  2. posizionare le indispensabili apparecchiature elettriche (TV, computer, forni, trasformatori, lampade, ecc.) alla dovuta distanza, in genere 1 metro, e intelligentemente secondo i criteri della circolazione energetica (possibilmente a sud delle posizioni della persona)
  3. favorire la circolazione energetica e quindi tenere spesso le finestre aperte, soprattutto quelle a nord e a sud (meglio se porte-finestre in quanto le congestioni sono più pesanti delle energie pulite e si dispongono in basso), di tutta la casa aperte in modo da far circolare aria e energie pulite, e questo discorso vale soprattutto per i bagni, nei quali prima di coricarsi bisognerebbe chiudere il coperchio del water, per limitare la risalita delle congestioni biologiche (cogestioni altamente tossiche che risalgono dalla fossa settica). Pulire periodicamente le fosse settiche.
  4. evitare gli specchi ( o coprirli) nelle stanze da letto, in quanto riflettono onde elettromagnetiche e radiazioni, amplificandole notevolmente. Possono generare correnti energetiche, trasportando congestioni dalle stanze adiacenti.
  5. per stare veramente più tranquilli, esercitare continuamente una pulizia energetica con un atteggiamento positivo all’interno dell’edificio; utilizzare trasmutatori naturali come le piante in genere (eccezionali i cactus); fare uso di candele (numero dispari) e incensi. Si consiglia anche di utilizzare appositi riequilibratori di ambiente (questi tendono a ripristinare sia nell’ambiente e sia nella struttura dell’edificio, alti valori di energia positiva all’essere umano, riparando anche agli errori commessi e che inevitabilmente si commettono nella realizzazione di una casa, a causa di una ancora scarsa conoscenza sull’arte del costruire sano).

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CURARE LA CASA PER CURARNE GLI ABITANTI

marzo 18th, 2010 by Stefano Damonte

Di seguito riporto una guida molto interessante e soprattutto molto utile, con innumerevoli informazioni utili per tutti noi e per la salute della nostra casa e quindi di noi stessi. Spero che questa guida sia un punto di partenza, una riflessione, per tutti, la salute viene al primo posto ed è una sola nella vita, abbiatene cura.

 I PRINCIPI DELLA DOMOTERAPIA SOTTILE

 La Domoterapia sottile è la terapia della casa mediante energie sottili e può considerarsi una branca della Bioarchitettura. Il suo obiettivo è l’analisi delle energie sottili di una casa, di un appartamento, di un negozio, di un albergo, di una fabbrica, di uno studio medico o paramedico o di qualsiasi altro ambiente chiuso, con lo scopo di migliorare la qualità della vita, la salute ed il benessere dei suoi abitanti, dei clienti, dei lavoratori, dei pazienti.

chakra-painting-dina-herrmannLa Domoterapia sottile parte dall’assunto che, se un ambiente non è stato costruito, studiato, arredato, disegnato nel modo, nelle forme e sul terreno adeguati, può diventare il luogo più subdolo di inquinamento e causa di malanni misteriosi, recidivi e apparentemente inspiegabili. Nella Domoterapia sottile hanno una gran parte le tecniche e gli strumenti (purtroppo pochi quelli che funzionano veramente), che risanano l’ambiente dal punto di vista sottile. Ovviamente la Domoterapia sottile può utilizzarsi prima della Costruzione per ottimizzare la situazione.

La Domoterapia sottile si basa essenzialmente su due principi:

1) La qualità dell’energia sottile in un ambiente è un fattore causativo fondamentale da considerare nella diagnosi dei sintomi e delle malattie dei suoi abitanti.

2) Il modello di circolazione dell’energia sottile in un ambiente è un fattore centrale per determinarne la sua qualità.

Quindi per prima cosa si deve determinare la qualità dell’energia sottile e in secondo luogo come l’energia circola nell’ambiente.

1) La qualità dell’energia sottile in un ambiente è un fattore centrale nella diagnosi delle malattie dei suoi abitanti. Ambienti caratterizzati da energie neutrali o meglio armoniche determinano un generale stato di benessere nelle persone che vi abitano o vi lavorano, quelli caratterizzati da energie nocive tendono a causare malesseri e malattie. Ma questo è solo un principio generale. Le energie di una casa devono essere armoniche ed equilibrate per le persone che vi abitano. Se per esempio in una casa abita una persona molto Minus, il suo stato di salute peggiorerà molto, se nella casa sono attive energie Minus. Viceversa se una persona è Plus, la sua condizione di salute sarà aggravata da una casa Plus.

Non solo, ma un soggetto può essere equilibrato in gran parte dei suoi chakra, meno uno, ad esempio quello Basale. La sua casa è generalmente equilibrata, ma, in camera da letto e in corrispondenza della base del coccige, c’è un nodo Minus o in ogni caso un’irregolarità energetica Minus. Il soggetto, con grande probabilità, soffrirà allora d’anemia o di depressione o di qualche altra patologia corrispondente a questo stato di cose.

2) La qualità della circolazione dell’energia sottile negli ambienti chiusi è un fattore centrale per determinare la sua qualità. Siete mai entrati in una casa che vi ha dato un’indefinibile sensazione di soffocamento, come se vi mancasse l’aria? Oppure di un eccesso d’energia attivante, che vi ha reso irrequieti o nervosi? Pochi sono consapevoli che, in un ambiente chiuso, non solo è necessario che circoli l’aria in modo da mantenerla sempre pura, ma che esiste anche la necessità di una adeguata circolazione energetica. Un ambiente, come un organismo, ha bisogno di inspirare energia pulita e di espirare l’energia congesta e usata. Se in un ambiente chiuso soggiornano molte persone, diventano viziate sia l’aria per l’accumulo di anidride carbonica emessa dai loro polmoni, sia l’energia per l’accumulo di congestioni sottili. In altre parole, comincia a crearsi plasma tossico, che pian piano occupa tutti gli spazi e contamina il bioplasma delle persone. Il problema diventa grave quando:

  • non è possibile per condizioni climatiche avverse aprire le finestre;
  • anche aprendo le finestre, l’ambiente esterno è carico di congestioni,
  • nella stanza è attiva una o più d’una causa di congestione sottile.

La quantità di energia congesta presente in una stanza può dipendere da molti fattori:

  • dal livello di attività fisica o mentale delle persone che abitano nella casa,
  • dal loro livello di salute e stato energetico,
  • dal materiale costruttivo della casa,
  • dalla presenza di apparecchiature,
  • da come e dove sono costruiti balconi e finestre,
  • dalla posizione degli ambienti rispetto al Nord magnetico,
  • dall’eventuale attività di sorgenti telluriche nocive e molto altro ancora.

E’ evidente per esempio che se in casa c’è un malato la quantità di energia congesta sarà maggiore, che quando tutti gli abitanti sono in perfetta salute. Una casa, un appartamento, un ambiente devono essere concepiti in modo tale da permettere la circolazione dell’energia sottile, che deve essere studiata in modo da facilitare l’ingresso di energie pulite e la fuoriuscita di quelle congeste, problema purtroppo ancora largamente incompreso in Architettura e perfino in Bioarchitettura. Spesso gli architetti e i costruttori trovano soluzioni eleganti e apparentemente razionali, che si rivelano però vere calamità sotto l’aspetto delle energie sottili e della loro circolazione. Può succedere ad esempio che in un ambiente ci sia un’ottima circolazione d’aria, ma quella energetica sia pessima.

Le porte di entrata e di uscita della circolazione energetica e la posizione del letto. Ma come circola l’energia sottile in un ambiente chiuso? Ovviamente la porta di casa e soprattutto le finestre permettono all’energia pura dell’esterno (spesso, soprattutto in città, non tanto pura!) di rinnovare quella interna. Ma esiste anche una circolazione minore che riveste un’importanza spesso decisiva soprattutto nei mesi freddi, quando si aprono raramente le finestre. Questo è un problema che interessa soprattutto chi abita in climi freddi dove, per molti mesi l’anno, porte e finestre restano chiuse.

Nel disegnare lo schema di circolazione sottile di un appartamento non bisogna dimenticare naturalmente che i sensi dei due flussi di circolazione energetica planetaria sono da Nord a Sud e da Est ad Ovest.

Se in un appartamento non esistono aperture a Nord e a Sud la circolazione sarà difettosa e il plasma tossico presente tenderà ad accumularsi più facilmente. E’ noto che direzionando la testa del letto verso Nord si dorme meglio. Vi siete mai chiesti perché? Ecco due spiegazioni, una più ovvia, l’altra meno:

1) con la testa al Nord i globuli rossi, con il loro contenuto di ferro, vengono attratti verso la testa e la ossigenano maggiormente;

2) se dormite con la testa a Nord il flusso energetico sottile vi traversa a partire dalla testa verso i piedi. Così facendo il flusso (che, come ricorderete, è Minus) opera una sorta di pulizia delle congestioni portandosele via verso il basso, verso i piedi e i chakra inferiori meno sensibili di quelli superiori alle congestioni, soprattutto quelle Plus.

Pur ammettendo che la prima tesi contiene una sua verità, io propendo per la seconda. Dormire con la testa verso Nord è insomma una specie di pulizia bioplasmica notturna o, se si preferisce, una decongestione naturale. Ma, attenzione! Questo effetto positivo viene meno se:

  • a Nord della nostra testa agiscono cause di congestione: radiatori, radiosveglie, lampade al neon e altri oggetti che emanano campi elettromagnetici o testate del letto metalliche, che hanno assorbito congestioni cosmo-telluriche;
  • non è prevista una via d’uscita a Sud dell’energia congesta (una porta finestra parzialmente aperta, ad esempio);
  • a Nord della nostra camera da letto c’è un malato.

A questo punto vorrei ricordare un’esperienza personale. Il mio letto (in una certa casa in cui abitavo) era perfettamente orientato verso Nord, inoltre nella camera da letto non esistevano grossi problemi a livello cosmo tellurico, insomma niente nodi cattivi, né faglie, né acqua, eccetera.

Eppure, lo sentivo, quella camera non era perfetta e vi dormivo molto male. Testando la casa e con qualche piccola intervista ai vicini, ho trovato la spiegazione: nella stanza accanto, che era pure una camera da letto, dormiva una persona molto malata e la circolazione planetaria Nord-Sud portava nella mia camera da letto le sue congestioni!

I camini possono essere degli sfiatatoi molto importanti di energia sottile. A seconda dei materiali e della forma possono o no spingere energia sottile viziata verso l’esterno e con ciò contribuire alla circolazione energetica della casa. Il caminetto, soprattutto se acceso, anche se energeticamente è un grande spreco, da un punto di vista sottile è spesso una benedizione. Il dispersore di terra al contrario, può essere dannoso. Ho notato spesso energia congesta che risaliva da terra verso la casa. Questo comportamento potrebbe essere evitato con l’uso di apparecchiature che blocchino l’ascesa delle congestioni.

Porosità e circolazione energetica. Alcune sostanze sono relativamente porose al passaggio dell’energia sottile, altre più isolanti e impenetrabili. Inoltre, l’accostamento di sostanze diverse può formare un accumulatore di energia sottile, che viene spinta in una certa direzione. In una casa, a seconda del materiale e del tipo di rivestimento, alcuni elementi costruttivi (muri, pavimenti, tramezzi e soffitti) possono così spingere lentamente, ma costantemente, energia sottile verso l’esterno o verso l’interno. Nel primo caso diventano una sorta di anti-accumulatori e rendono la casa invivibile per mancanza di energia, nel secondo accumulano congestioni.

In una casa energeticamente sana, o almeno parzialmente sana, dovrebbero esistere al minimo due strutture energeticamente porose: una a Nord e un’altra a Sud per permettere al flusso planetario di passare attraverso la casa. La struttura porosa a Nord dovrebbe permettere l’ingresso di energie ambientali pure. La struttura porosa a Sud dovrebbe permettere alle congestioni di disperdersi nell’aria. I pavimenti e i muri invece dovrebbero essere, in alcuni casi, rigorosamente isolanti. Perché?

Avete pensato che nel vostro appartamento possono circolare le congestioni dei vostri vicini? Infatti, è sufficiente che il solaio sia costruito in modo tale da spingere energia sottile dal basso verso l’alto, che il gioco è fatto! D’altra parte il marmo e molte mattonelle contengono sostanze cristalline e abbiamo visto come si comportano, se posti accanto a sostanze non cristalline. E’ quindi possibile che stiate assorbendo in casa vostra parte delle congestioni del vicino di sotto o quelle del vicino di sopra. Il trasferimento di plasma tossico da un appartamento all’altro è possibile sia attraverso i solai, che i muri. Non è una bella prospettiva, soprattutto se i vicini non sono in buona salute!

Attenti alle travi e alle controsoffittature, che se sono di materiale isolante alle energie sottili possono ben presto accumulare una grande quantità di plasma tossico. Attenti anche a non dormire con delle grosse travi in verticale sulla vostra testa: disturbano il naturale flusso planetario sottile. E’ rilevante anche la direzione delle travi sul soffitto: se sono direzionate Nord-Sud non ostacolano il flusso planetario corrispondente. Se sono direzionate Est-Ovest permetteranno il passaggio di questo flusso planetario: la casa sembrerà più calda, meno pulita, ma più stimolante. Se le travi sono dirette in posizioni intermedie ostacoleranno entrambi i flussi planetari.

Programmabilità. Un lungo discorso a parte dovrebbe essere fatto sui rivestimenti. Alcuni materiali che contengono grandi quantità di cristalli, il marmo e altre pietre, la sabbia usata nel calcestruzzo e le vernici al quarzo hanno una grande capacità di programmazione. Questi materiali assorbono l’imprint energetico molto facilmente e, una volta memorizzato, continuano a riverberarlo all’interno per molto tempo, anche dopo che la causa si è esaurita. Si comportano insomma né più e né meno come un messaggio eterico. L’imprint può riguardare sia energie di natura eterico-fisica (campi elettrici, energie cosmo-telluriche nocive), sia energie psichiche di stress o di altri stati psichici sgradevoli (forme-pensiero distorte create dagli stessi abitanti della casa o da quelli che li hanno preceduti).

Una volta creato, l’imprint energetico sgradevole e dannoso può cancellarsi in due modi:

1) determinando nella stanza o nel locale delle situazioni inverse, per esempio, praticando la meditazione e il rilassamento in luoghi in cui c’è stato molto stress. E’ come dire che si sovrappongono energie psichiche positive ad energie negative;

2) oppure cancellando direttamente l’imprint negativo con apparecchiature che utilizzano energie di ordine superiore.

Ovviamente le due soluzioni possono percorrersi contemporaneamente.

Un altro effetto delle vernici a quarzo è quello di spingere energia nella direzione in cui sono state dipinte. Se la vernice è all’esterno, l’energia sottile tenderà a uscire dall’abitazione, se è una stanza interna ad essere verniciata a quarzo, l’energia sottile tenderà ad accumularsi in quella stanza.

Che succede quando energie cosmo-telluriche nocive sono attive in una casa? Bisogna considerare caso per caso. Le situazioni peggiori sono sempre quelle in cui è anche presente l’energia-acqua. Ricordate che il plasma tossico è più pesante di quello puro? In questo caso la pesantezza del plasma congesto creato dall’acqua sotterranea ha una grande rilevanza. Il plasma tenderà ad invadere preferibilmente i piani bassi della casa e i livelli inferiori della stanza. In genere il plasma tossico è più concentrato nelle zone di massima attività sottile e più diluito altrove, ma può essere presente anche nell’intero appartamento a diversi livelli di intensità. Se nell’appartamento è attiva una forte circolazione energetica, la pericolosità del plasma tossico sarà minore. Se la circolazione energetica è scarsa si potranno creare delle condizioni molto dure per gli abitanti.

I radiatori: insospettabili accumulatori di congestioni. Lo sapevate che i comuni termosifoni sono tra i peggiori accumulatori e irradiatori di congestioni? L’acqua che scorre nel circuito è più o meno sempre la stessa e, a forza di passare vicino a nodi geopatogeni, fili della corrente, apparecchi televisivi, stanze di persone malate, toilette ed altro, si carica di una grande quantità di congestioni. Una buona norma sarebbe quella di svuotare spesso il circuito, una migliore sarebbe quella di decongestionare tutta l’acqua che scorre nel circuito di riscaldamento di un palazzo, migliorando così il benessere di tutti gli abitanti. Una cosa che possiamo fare è inserire un apparecchio come il Cleanergy per la decongestione eterica sotto il calorifero: gran parte se non tutta la sua congestione sparirà in una o due settimane. Questa pratica va naturalmente ripetuta per ogni radiatore del vostro appartamento, soprattutto d’inverno quando l’acqua del circuito di riscaldamento percorre tutto il palazzo.

Bisognerebbe porre una certa attenzione anche alla posizione del radiatore in una stanza: non a Nord e non ad Est. Avete capito perché? E’ semplice: sono le due posizioni d’entrata dei flussi planetari. Ponendo un radiatore a Nord o ad Est le sue congestioni vengono in parte portate via dal flusso planetario, invadendo la stanza. La posizione a Sud o ad Ovest è ottima, per la ragione inversa. State attenti anche a non dormire vicino ad un radiatore, soprattutto se sta vicino o dietro la vostra testa.

Nella stanza da letto c’è uno specchio? Lo specchio è un potente collettore di energia sottile che può spingere o aspirare verso o da chi lo guarda, dipende da come è costruito. Inoltre ogni specchio congestiona l’energia sottile che vi scorre dentro. Osservate accuratamente che cosa c’è dietro lo specchio. Se per esempio lo specchio è posto sulla parete che separa la camera da letto e quella da bagno, il plasma della seconda potrebbe penetrare nella prima. Vi piacerebbe dormire nelle energie della toilette? Se la risposta è no, togliete lo specchio da quella posizione. Se lo specchio è poggiato sull’armadio guardaroba (non all’interno, ma all’esterno dell’armadio), le congestioni degli abiti possono scaricarsi nella vostra camera da letto. Se non volete che le congestioni (comprese quelle psichiche), accumulate dai vestiti durante la giornata, invadano la camera da letto, togliete lo specchio da quella posizione. Ci sono molte altre posizioni sbagliate per lo specchio, tanto che mi sento di darvi un solo consiglio: mettetelo dentro l’armadio guardaroba attaccato ad una delle sue porte. Questa soluzione non è proprio il massimo, ma è meglio di altre.

Si ringrazia il dott. Roberto Zamperini per le informazioni contenute in questa guida.

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La crescita del Social Housing

marzo 1st, 2010 by Stefano Damonte

housingsocialeI principi del Social Housing sono progettare abitazioni di qualità, in grado di garantire efficienza energetica e sostenibilità ambientale, contenendo i prezzi.

L’ Italia sconta il ritardo rispetto agli altri paesi europei dove la creazione di edifici sociali è andata di pari passo con la riqualificazione di intere aree urbane, un ritardo dovuto anche alle scelte politiche che hanno privilegiato gli incentivi alla proprietà. I comuni possono seguire queste buone pratiche e trovare nuovi punti di coordinamento con gli enti di gestione, ma anche una nuova collaborazione tra ente pubblico ed enti privati di nuova generazione – fondazioni.

La finalità delle politiche di edilizia sociale, già in larga misura adottate all’estero e in bassa percentuale in Italia, è di costruire alloggi che rispondano a criteri di sostenibilità: 600 unità abitative già realizzate non solo in Italia (a Brescia, Treviso, Bologna, Pesaro, Teramo), ma anche in Portogallo, Danimarca e Francia, dimostrano come sia possibile utilizzare nell’edilizia al meglio le risorse naturali a disposizione, sia attraverso il risparmio che l’ottimizzazione energetica.

Quindi questi tipi di edifici sono destinati a crescere, le regioni e i comuni sono obbligati a dotarsi di un programma finalizzato all’edilizia sociale. Ora in Liguria è in vigore il programma quadriennale regionale 2008-2011(DCR n. 9 del 28/4/2009), ormai in scadenza e dovrà essere previsto un nuovo piano che tenga conto delle direttive europee e dell’esigenze delle persone. E’ anche compito e dovere dei cittadini associarsi, meglio se guidati da un tecnico progettista del settore, bussare alle porte dei propri comuni e chiedere aree da destinare all’edilizia sociale, proponendo un progetto di abitazioni efficienti ed ecosostenibili.  La nuova politica di settore è centrata su diversi punti: riforma urbanistica e reperimento di aree per l’alloggio sociale, nuovi strumenti per la realizzazione di alloggi ad affitto moderato, politica di incentivi per il contenimento degli affitti, sostegno all’alloggio sociale pubblico, percorsi di coesione sociale, riqualificazione urbana integrata e sostenibile, incentivare l’ammodernamento del settore edile, sostenibilità e nuova qualità edilizia, efficienza energetica degli edifici.

Nel corso di quest’anno la Giunta regionale della Regione Lazio ha siglato un’apposita delibera, che stanzia con la ripartizione di 70 milioni di euro per l’attuazione del primo programma per l’housing sociale, garantendo un forte impulso alla costruzione, al recupero e all’acquisto di nuovi alloggi da destinare all’edilizia popolare, per i quali vengono stanziati ben 65 milioni di euro.

Seguendo questo programma, improntato principalmente su tre punti focali, ossia la realizzazione o il recupero degli alloggi, il sostegno ai contratti di locazione e gli incentivi all’auto recupero, per rispondere concretamente al problema del disagio abitativo.

Allego alla presente una semplice guida di Federcasa.

http://www.fondazionesvilupposostenibile.org/f/Presentazione+Pozzo.pdf

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Risparmio energetico in Casa

gennaio 20th, 2010 by Stefano Damonte

risparmioenergeticoLa bolletta dell’elettricità è sempre più cara e le spese per il riscaldamento gravano pesantemente sul bilancio familiare, determinando una maggiore attenzione da parte degli utenti ad un uso più razionale dell’energia negli edifici.

A fronte di una crescente domanda di edifici che permettono di contenere i consumi energetici, sono stati messi a punto specifici criteri di progettazione per le nuove costruzioni.

Per gli edifici già esistenti è invece necessario intervenire direttamente sul contenimento dei consumi, attivando interventi che riguardano in generale il risanamento energetico dell’edificio per ottenere una temperatura uniforme in tutto il fabbricato, compresi i primi e gli ultimi piani che generalmente registrano una maggiore dispersione di calore.

A tale scopo, sono necessari i seguenti interventi:

  • coibentazione delle pareti dell’edificio, attraverso l’aggiunta di uno strato di materiale isolante che può essere inserito dall’interno, dall’esterno e nell’intercapedine;
  • isolamento delle coperture: il tetto è l’elemento che disperde più calore in assoluto;
  • isolamento del soffitto dei locali non riscaldati: cantine, garage e porticati che, essendo a diretto contatto con l’ambiente esterno, presentano una dispersione di calore maggiore;
  • eliminazione delle infiltrazioni dalle finestre: controllo dei vetri e del cassonetto e miglioramento della tenuta all’aria dei serramenti attraverso guarnizioni, doppi vetri, tendaggi pesanti, vetrocamere ecc.

Dopo qualunque intervento di risanamento energetico bisogna ricordarsi che è sempre necessario procedere alla regolazione dell’impianto di riscaldamento, altrimenti la casa sarà più calda, ma i consumi energetici rimarranno gli stessi.

A partire dall’agosto del 1994 sono diventati obbligatori (DPR 412 del 26/08/93) i controlli sull’efficienza degli impianti termici, per cui va eseguita una manutenzione certificata almeno una volta l’anno, sia su quelli centralizzati che su quelli autonomi. Gli interventi più comuni riguardano: il controllo della temperatura e dei fumi del camino, la pulizia della caldaia e la regolazione della combustione del bruciatore ecc.

E’ oggi possibile, attraverso l’istallazione di valvole termostatiche ad ogni radiatore della casa, regolare meglio le temperature interne ed assicurare ad ogni ambiente la temperatura più giusta.

Si sta affermando l’esigenza di disporre di impianti autonomi per una maggiore flessibilità di utilizzo. Prima di decidere di installare un impianto autonomo è opportuno valutare anche le eventuali criticità di tale scelta, che comportano l’approvvigionamento di un unico combustibile come il metano, sostenere per intero tutte le spese di manutenzione della caldaia autonoma, la resa minore rispetto ad un impianto centralizzato ecc. È oggi però possibile usufruire dei vantaggi di un impianto centralizzato unendoli a quelli di un impianto autonomo (possibilità di scegliere temperature ed orari secondo le proprie esigenze), installando a tutti i termosifoni nel condominio un sistema di contabilizzazione del calore ed applicando la ripartizione delle spese ai singoli condomini (ognuno pagherà oltre ad una quota fissa stabilita dal condominio, solo ciò che avrà effettivamente utilizzato).

Risparmio energetico con gli impianti di riscaldamento

Il riscaldamento è, dopo il traffico, la maggiore causa di inquinamento delle città italiane. La legge n. 10 del 1991 (e successivi decreti di attuazione D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993) riguarda la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti di riscaldamento per il contenimento dei consumi di energia, la riduzione delle emissioni inquinanti e l’aumento della sicurezza.

Edifici nuovi e ristrutturazioni

Gli edifici nuovi, successivi al 1994, devono essere progettati e realizzati in modo da rispettare le nuove normative. In base a tali normative l’impianto termico e l’edificio sono da considerarsi come un unico sistema che deve avere caratteristiche di efficienza energetica di sicurezza.
Lo stesso vale anche in caso di ristrutturazione dell’impianto termico, installazione di un impianto termico in edifici esistenti e sostituzione della caldaia; pertanto, insieme alla denuncia di inizio lavori di costruzione dell’edificio o di ristrutturazione dell’impianto, il proprietario deve depositare presso il comune una relazione che contenga:

  • il progetto dell’impianto termico
  • il calcolo del fabbisogno energetico per il riscaldamento
  • il calcolo del rendimento stagionale, cioè dell’efficienza dell’intero sistema che comprende l’involucro edilizio, la caldaia, la rete di distribuzione, i termosifoni ed i sistemi di regolazione.

Le parti che compongono l’impianto termico sono:

  • la caldaia, che trasforma l’energia del combustibile in energia termica;
  • la rete di distribuzione dell’acqua o dell’aria calda;
  • i termosifoni, che trasferiscono l’energia termica all’ambiente interno;
  • i sistemi di regolazione (termostati, valvole ecc. ), che ne gestiscono il funzionamento.

Questi componenti dell’impianto termico devono essere scelti e progettati insieme all’edificio e non, come spesso avveniva prima, in una fase successiva.
L’installazione deve essere effettuata da una ditta specializzata e in possesso dell’abilitazione prevista dalla legge n. 46 del 1990. La ditta deve rilasciare al proprietario una dichiarazione di conformità dell’impianto necessaria, anche, per ottenere il certificato di abitabilità dell’immobile.

La caldaia

E’ composta da un bruciatore che miscela l’aria con il combustibile e alimenta una camera di combustione (il focolare), da una serie di tubi (tubi di fumo) attraverso i quali i fumi caldi prodotti dalla combustione scaldano il fluido termovettore e da un involucro esterno di materiale protetto da una lamiera (mantello). Ogni caldaia è caratterizzata da:

  • una potenza termica del focolare, che indica la quantità di calore sviluppata, per ogni ora, nella camera di combustione;
  • una potenza termica utile, cioè la quantità di calore effettivamente trasferita, per ogni ora, al fluido termovettore.

La scelta della potenza della caldaia da installare dipende dalle caratteristiche dell’edificio, dall’ubicazione e dalla destinazione d’uso. Se la potenza necessaria a scaldare l’edificio supera i 350 kW, è necessario installare due o più caldaie. In questo modo si evita che caldaie molto grandi lavorino, in particolare nelle stagioni intermedie, a basso regime. Al di sopra di 116 kW (100.000 kcal/h) è necessario un “Certificato di Prevenzione Incendi” rilasciato dai Vigili del Fuoco. Per motivi di sicurezza la caldaia deve essere collocata in un locale di dimensioni adeguate e con un ricambio d’aria sufficiente a reintegrare l’ossigeno consumato dalla combustione.

La rete di distribuzione

La rete di distribuzione è costituita dall’insieme delle tubazioni di mandata e di ritorno che collegano la caldaia ai termosifoni. Negli impianti di riscaldamento l’acqua, calda partendo dalla caldaia, percorre le tubazioni di mandata, riscalda i radiatori e l’ambiente, e ritorna a temperatura più fredda alla caldaia stessa. Per contenere la dispersione di calore, le tubazioni devono essere protette da un adeguato strato di materiale isolante.

I radiatori

I radiatori (o termosifoni) sono i terminali dell’impianto, attraverso i quali il calore contenuto nell’acqua viene ceduto all’ambiente da riscaldare. I radiatori in ghisa mantengono più a lungo il calore, ma si scaldano lentamente, mentre quelli in alluminio o in acciaio si scaldano più velocemente, ma tendono a raffreddarsi in fretta.
Con alcuni accorgimenti è possibile ottimizzare l’efficienza energetica di casa, facendo attenzione, per esempio, a non frapporre mobili davanti ai radiatori, ostacolando la circolazione dell’aria, oppure, se il radiatore è collocato nel vano sottofinestra inserire un pannello di materiale isolante contro il muro per evitare dispersioni verso l’esterno dell’edificio.

I sistemi di regolazione

I sistemi di regolazione hanno lo scopo di mantenere la temperatura costante negli ambienti esterni, indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne.
Gli impianti centralizzati sono dotati di una centralina con la quale vengono impostati i tempi di accensione dell’impianto e viene regolata la temperatura di mandata dell’acqua ai radiatori in base alla temperatura esterna.
Gli impianti individuali, di solito, sono provvisti di un programmatore che accende e spegne la caldaia in base alla temperatura scelta (termostato), alla temperatura ambiente e ad orari prefissati (cronotermostato).
Per un minore consumo di energia è possibile installare sui radiatori valvole termostatiche per regolare automaticamente l’afflusso di acqua calda in base alla temperatura scelta ed impostata su un’apposita manopola graduata.
Durante la stagione di riscaldamento, la temperatura media degli ambienti delle abitazioni non deve superare i 20 °C (con una tolleranza di 2 °C). Il periodo dell’anno nel quale è consentito tenere in funzione gli impianti di riscaldamento e il numero massimo giornaliero di ore di accensione dipendono dal clima della località dove è ubicato l’edificio. Per regolamentare l’utilizzo degli impianti a livello nazionale sono stati fissati i valori relativi alla temperatura media degli ambienti da ottenere con il riscaldamento in base alla suddivisione del territorio nazionale in 5 zone climatiche ed assegnano a ciascuna un valore in “Gradi Centigradi”.

La gestione degli impianti

La responsabilità di gestione degli impianti di riscaldamento centralizzati è dell’Amministratore, mentre nel caso di impianti individuali è del singolo inquilino. Il responsabile deve accertarsi che sia stata rilasciata la dichiarazione di conformità dell’impianto, deve provvedere alla sua manutenzione per evitare sprechi di energia e ridurre l’inquinamento, deve compilare e conservare il libretto d’impianto ed, infine, esporre, nel caso di impianto centralizzato, una tabella con l’indicazione del periodo e dell’orario di funzionamento con i riferimenti di chi si occupa della manutenzione.

Verifica del rendimento

Le verifiche strumentali che la legge impone di fare periodicamente consistono nella misura della temperatura dei fumi che fuoriescono dalla caldaia, del loro contenuto di ossigeno o di anidride carbonica (CO2), di monossido di carbonio (CO), di particelle incombuste. I valori rilevati servono per calcolare il rendimento di combustione della caldaia, cioè il suo grado di efficienza.

http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/doc/risparmio_casa_agg.pdf

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Conglomerante ecologico. Convegno ad Arenzano

gennaio 13th, 2010 by Stefano Damonte

biostrasse

Venerdi’ 22 Gennaio 2010 all’Auditorium Muvita di Arenzano (Ge) a partire dalle 09.00 a cura di F.C.I. – Forniture Chimiche Industriali e con il Patrocinio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Genova  ed egli altri Ordini e Collegi tecnici , si svolgerà il Convegno sul tema “Bio Strasse il conglomerato ecologico – Pavimentazioni stradali con impatto Ambientale Zero” (www.biostrasse.eu) .

PAVIMENTAZIONI STRADALI CON IMPATTO AMBIENTALE ZERO
Bio-Strasse® è attualmente l’unico conglomerato certificato contemporaneamente funzionale ed ecologico, durante tutto il suo ciclo vitale, sia per l’ambiente, sia per l’operatore durante la posa, sia per l’utente. Nessuno dei suoi componenti riporta alcun simbolo di pericolosità, ne frasi “R”, ne frasi “S” e non presenta alcun tipo di “rilascio” dannoso. È un tri-componente, a base di prodotti inorganici, appositamente progettato per la realizzazione di duraturi manti stradali privi di qualunque impatto ambientale inquinante. L’utilizzo di Bio-Strasse® consente di realizzare tali manti stradali anche in zone S.I.C., Z.P.S. e Z.S.C. e di sbloccare e/o realizzare progetti in tutte quelle zone soggette a limitazioni ambientali. Campi di applicazione: tratti stradali in genere, strade bianche, parcheggi, piste ciclabili, marciapiedi, attraversamenti pedonali, parchi gioco, collegamenti pedonali e carrabili di parchi, campeggi e villaggi turistici, campi da golf, siti turistici/archeologici. Le pavimentazioni realizzate con Bio-Strasse® con colorazioninaturali o pigmentate, sono “atermiche” e “drenanti” ma possono essere rese “impermeabili” e non prevedono particolari piani di manutenzione. Le pavimentazioni drenanti realizzate con Bio-Strasse® sono in grado di garantire una gestione sostenibile delle acque meteoriche. Bio-Strasse® sta incontrando un crescente consenso presso le Amministrazioni Pubbliche, le Soprintendenze ai Beni Ambientali e gli Studi diProgettazione.

PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO

Lo sviluppo economico di un territorio, passa attraverso indirizzi normativi in grado di orientare le Amministrazioni Pubbliche e le Società di Progettazione nella scelta ed utilizzo di materiali ecocompatibili e sostenibili a tutela dell’uomo e dell’ambiente per la realizzazione di strade, parcheggi, piste ciclabli ed in generale per interventi di riqualificazione urbana, compensazione ambientale e salvaguardia del paesaggio. Realizzare uno sviluppo sostenibile, significa migliorare la qualità della vita di tutti gli attori sociali riducendo ed ottimizzando l’impiego delle risorse naturali, per lasciare in eredità alle generazioni future ecosistemi funzionali. Con questo convegno, F.C.I. si propone di far conoscere una tecnologia innovativa, quella di Bio-Strasse®: l’unico conglomerante certificato contemporaneamente funzionale-
VIDEO : http://www.biostrasse.eu/IT/video.htm?frame=video

PROGRAMMA DEL CONVEGNO
Il convegno si terrà presso l’auditorium della
Fondazione Muvita situato in via G. Marconi 165,
Arenzano (GE)

ore 9.00
Accoglienza e registrazione dei partecipanti
ore 9.15
Bio-Strasse®, ecologia e sostenibilità
Matteo Benedusi – Amministratore Delegato
Caratteristiche tecniche e campi di applicazione
Ernesto Boni – Direzione Commerciale
Approfondimento degli aspetti tecnici
Mauro Cavagnola – Direzione Tecnica
Caratteristiche dei sottofondi
Flaviano Merlo – Geologo
ore 12.00
Dibattito
ore 12.30
Conclusione del Convegno e Buffet

INFORMAZIONI : FCI – Forniture Chimiche Industriali
tel 019 699263 – fax 019 6994928
e-mail info@biostrasse.eu

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Magnegas: gas combustibile rinnovabile e completamente ecologico

gennaio 5th, 2010 by Stefano Damonte

flyer_smE’ stato presentato il Magnegas, un gas ottenuto da percolato, olio esausto e liquami che produrrebbe carburante per macchine a gas, anche per quelle già in commercio. L’ideatore della macchina-reattore che lo produce è Ruggero Santilli, presidente dell’Ibr (Institute for basic research), Florida – USA e viene portato in Italia da Futuridea. I dati prodotti sono benauguranti: 21 volte in meno di emissioni di monossido di carbonio e 9 volte in meno di idrocarburi, rispetto al metano, e 3 volte e 2 volte meno emissioni di CO2 rispetto a metano e benzina. E tutto questo tenendo conto degli enormi benefici sul riciclo dei rifiuti. La macchina tratta rifiuti, liquami, olii esausti e altri, a 10.000 gradi centigradi e li trasforma in gas. Previste due linee di produzione, una più adatta alla produzione di prodotti per la depurazione e l’altra al gas per autotrazione o altri fini. Ciò che ci lascia perplessi sono i quantitativi di produzione: Una macchina della potenza di 50 kw produrrebbe fino a 100 litri di benzina al giorno, mentre un impianto da 200 kw produrrebbe 300.000 litri di Magnegas al giorno. Se è vero che in questo modo finalmente potremo considerare i rifiuti una risorsa e non un problema, l’efficacia della macchina è ancora da testare su grandi quantità.

Il 29 Giugno 2009 è arrivato, nella zona industriale di Ponte Valentino a Benevento, il riciclatore per il Magnegas, partito dalla Florida lo scorso 24 maggio. Sarà operativo nell’ambito di un progetto che ospiterà prototipi di nuove tecnologie ecocompatibili, promosso da “Futuridea”, associazione per l’innovazione utile e sostenibile di Carmine Nardone, e dall’ASI con il direttore Giuseppe Rillo e il commissario straordinario Filippo Diasco. Il riciclatore è l’ultimo esempio di produzione di carburante ecologico, tecnologia già in uso negli Stati Uniti. La sperimentazione dell’impianto partirà sui reflui dei frantoi. Il reattore sarà alimentato da pale eoliche, creando la prima eco-raffineria di questo tipo in Italia.

Bibliografia e siti Internet

“The novel magnecular species” International Journal of Hydrogen Energy, Pergamon Press, Oxford – England
http://www.santillimagnegas.com
http://www.i-b-r.org – il sito dell’Istituto per la Ricerca di Base di cui Santilli è il presidente
http://www.magnegas.com/europe – La sezione europea del sito internazionale

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Guida aggiornata alle agevolazioni per le ristrutturazioni

dicembre 11th, 2009 by Stefano Damonte

arton1809Se state per svolgere interventi di ristrutturazione in casa può valer la pena dare una letta alla lista degli interventi che permettono di ottenere agevolazioni fiscali.
Sul sito dell’Agenzia delle entrate è stata infatti pubblicata una guida aggiornata che illustra le tipologie di intervento per le quali sono previste le agevolazioni, gli importi massimi di spesa per ogni tipo di lavoro e la procedura per ottenere i rimborsi.

In questa guida, sono descritti i vari tipi di intervento per i quali si può fruire del beneficio e gli adempimenti necessari per ottenerlo, previsti dalla normativa in vigore, comprese le recenti novità introdotte quest’anno.

Fino al 31 dicembre 2010, si può usufruire di un’agevolazione fiscale per le spese sostenute in relazione ad interventi finalizzati al risparmio di energia. Negli ultimi anni la normativa è stata variamente modificata e determinata: dal D.M. del 19/2/2007, dalla Legge n. 244/2007, dal D.L. 185/2008, dalla Legge n. 2 /2009 e da ultimo dal Decreto Interministeriale del 6/8/2009.

In sintesi, i benefici di cui ci si può avvalere sono:

  • detrazione dalle imposte sui redditi (Irpef o Ires) del 55 per cento delle spese sostenute, entro un limite massimo che varia a seconda della tipologia dell’intervento eseguito;
  • esonero dalla presentazione della certificazione per la sostituzione di finestre e per l’installazione di pannelli solari;
  • ripartizione in cinque rate annuali di pari importo per gli interventi eseguiti a decorrere dall’anno d’imposta 2009 (per il 2008 andava da un minimo di tre ad un massimo di 10 anni mentre solo per l’anno 2007 c’era l’obbligo di ripartire la spesa in 3 rate annuali uguali);
  • possibilità di utilizzare l’agevolazione anche per l’installazione di altri tipi di impianto di riscaldamento.

Scaricate la guida:

http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/ebc0a24368ce8c3/GUIDA%20Risp_Energ.pdf

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